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Atropina o iosciamina

Proprietà della atropina (iosciamina)

L’atropina o iosciamina è un farmaco parasimpaticolitico.

Essa è una molecola di origine naturale, un alcaloide derivato da diverse piante della famiglia delle Solanaceae, come Atropa belladonna (da cui trae il nome).

L’atropina è la miscela racemica degli enantiomeri L- e D-iosciamina.

L’enantiomero L è quello che determina la maggior parte degli effetti farmacologici dell’atropina.

L’atropina è un composto eterociclico; infatti, essa contiene un nucleo tropanico:

Struttura dell’atropina.

Meccanismo d’azione dell’atropina

L’atropina è un antagonista dei recettori muscarinici. Essa lega i recettori a livello dello stesso sito che fisiologicamente viene legato dall’acetilcolina, impedendo il legame della stessa ai recettori.

L’inibizione dei recettori muscarinici è competitiva e reversibile.

Precisamente, l’atropina esplica le sue funzioni bloccando i recettori muscarinici M1, M2, M3, M4 ed M5.

I recettori muscarinici sono recettori metabotropici (accoppiati a proteina G).

I recettori M1, M3 ed M5 sono accoppiati a proteina Gq, quindi, in seguito al legame dell’agonista, attivano la fosfolipasi C.

Quindi, si verifica un aumento della concentrazione di inositolo trifosfato (IP3) e diacilglicerolo (DAG).

Questo determina l’apertura dei canali al calcio e l’attivazione della proteina chinasi C (PKC), che porta a depolarizzazione e stimolazione dell’eccitazione neuronale.

I recettori M1 sono localizzati prevalentemente nel sistema nervoso centrale, nei gangli autonomi e a livello ghiandolare.

I recettori M3, oltre che nel sistema nervoso centrale, si trovano nei muscoli, in alcune ghiandole e nella mucosa bronchiale.

I recettori M5 sono localizzati prevalentemente nel sistema nervoso centrale e periferico, anche se in quantità minore rispetto agli ai recettori M1 ed M3.

I recettori muscarinici M2 ed M4, invece, sono accoppiati a proteina Gi.

Essi, in seguito al legame con l’agonista, portano all’inibizione dell’enzima adenilato ciclasi.

Così si ha una riduzione della concentrazione di cAMP, un aumento delle correnti al potassio e riduzione delle correnti al calcio.

Questi eventi portano a iperpolarizzazione e, quindi, riduzione dell’eccitazione neuronale.

I recettori M2 sono presenti prevalentemente nel sistema nervoso centrale, nei muscoli lisci e nel cuore.

I recettori M4 sono localizzati prevalentemente nel sistema nervoso centrale, in particolare a livello del proencefalo.

L’atropina, bloccando i recettori muscarinici, inibisce tutti questi meccanismi.

Effetti e indicazioni terapeutiche dell’atropina

L’atropina, come altri antagonisti muscarinici, può esplicare diversi effetti:

  • riduce la secrezione delle ghiandole dell’apparato digerente;
  • causa tachicardia;
  • riduce la motilità del sistema gastrointestinale, sopprimendo nausea e vomito;
  • determina il rilassamento della muscolatura liscia;
  • riduce le secrezioni tracheobronchiali;
  • riduce la sudorazione (diaforesi);
  • riduce la produzione di lacrime;
  • porta a midriasi (dilatazione della pupilla) e cicloplegia (paralisi dei muscoli dell’occhio);
  • riduce la salivazione.

L’atropina viene utilizzata per diverse applicazioni terapeutiche:

  • prima di interventi chirurgici, per ridurre gli spasmi della muscolatura;
  • in oftalmologia, per la capacità di indurre midriasi e cicloplegia;
  • per alleviare la rinite, dato che riduce la secrezione delle mucose delle vie respiratorie;
  • nel trattamento della bradicardia (condizione caratterizzata da frequenza cardiaca ridotta);
  • nel trattamento del blocco seno-atriale di secondo grado di tipo I, un disturbo della conduzione elettrica del cuore;
  • per contrastare l’iperidrosi (sudorazione eccessiva);
  • nel trattamento della stenosi del piloro;
  • per alleviare le condizioni dei pazienti in caso di malattie caratterizzate da spasmi, come l’asma, la corea di Huntington, l’epilessia, ecc.;
  • come antidoto in seguito ad avvelenamento da gas nervini, insetticidi organofosforici, digitalis, muscarina, pilocarpina, cicuta, fisostigmina, ecc.;

Farmacocinetica dell’atropina

Dopo somministrazione per via orale, l'atropina ha un assorbimento molto rapido nel tratto gastrointestinale.

L’atropina ha una biodisponibilità orale pari al 50%.E' ben assorbita anche quando viene somministrata attraverso gli occhi e le mucose.

L’assorbimento è scarso, invece, attraverso la pelle intatta.

Il legame dell’atropina alle proteine plasmatiche è del 20% circa. Essa ha un volume di distribuzione di 1,7 L/kg.

L’atropina ha una buona distribuzione nei tessuti e nei fluidi; è capace di attraversare la barriera ematoencefalica e giungere, quindi, nel sistema nervoso centrale.

Ha un’emivita di circa 4 ore e una clearance di 6 ml/min/kg. Essa viene escreta principalmente per via renale con le urine (80-90%) in parte come atropina e in parte come esteri.

Effetti collaterali dell’atropina

L’atropina determina una vasta gamma di effetti collaterali, vista l’estesa diffusione dei recettori muscarinici nell’organismo.

I più comuni effetti collaterali indotti dall’atropina sono:

  • tachicardia;
  • fibrillazione ventricolare;
  • nausea;
  • pupille dilatate;
  • visione offuscata;
  • perdita di equilibrio;
  • allucinazioni;
  • confusione;
  • fotofobia;
  • bocca secca;
  • eccitazione.

Alle normali dosi utilizzate in clinica, l’atropina non è in grado di agire a livello del sistema nervoso centrale, ma determina soltanto una lieve eccitazione vagale dovuta alla stimolazione a livello bulbare e dei centri cerebrali superiori.

A dosi tossiche, induce irrequietezza, irritabilità, allucinazioni e delirio.

Dosi ancora maggiori portano a depressione del sistema nervoso centrale, che conduce a collasso circolatorio e insufficienza respiratoria, dopo un periodo di paralisi e coma.

L’effetto principale dell’atropina sul cuore è l’alterazione della frequenza cardiaca.

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