chimica-online.it

Antidolorifici

Che cosa sono gli antidolorifici?

Gli antidolorifici (o analgesici) sono farmaci che esercitano una particolare azione sul sistema nervoso centrale che si manifesta con un attenuamento delle sensazioni dolorifiche.

Dal punto di vista della loro struttura chimica e delle loro proprietà farmacodinamiche gli antidolorifici fanno capo agli alcaloidi dell'oppio aventi struttura fenantrenica, oppure all'acido salicilico, al p-amminofenolo e al pirazolone.

I primi costituiscono il gruppo degli antidolorifici veri e propri, i secondi quello degli antinfiammatori e degli antipiretici.

L'oppio, proveniente dalle capsule immature del Papaver somniferum, contiene numerosi alcaloidi fra i quali soltanto la morfina e la codeina possiedono proprietà antidolorifiche.

La morfina è il più potente dei due ed è stato per lungo tempo il più efficace antidolorifico a disposizione dell'uomo. Il problema di tale farmaco è che, già alle dosi terapeutiche, esso può dare luogo a effetti collaterali indesiderabili quali, ad esempio, depressione dei centri respiratori, nausea, vomito, aumento del tono della muscolatura liscia intestinale con diminuzione dell'attività peristaltica.

Si tratta comunque di effetti collaterali di non gravi conseguenze che sono da considerarsi di poco conto nei confronti di quel fenomeno tossico noto a tutti, che la morfina e i morfinogeni inducono, cioè l'assuefazione, che compare di solito in seguito all'uso prolungato di questi farmaci. Infatti coloro che fanno uso continuato di morfinosimili diventano sempre più insensibili alla loro azione e sono costretti ad assumerne quantità sempre maggiori per ottenere gli stessi effetti.

Costoro diventano prima emozionalmente e psichicamente e poi anche fisicamente dipendenti dal farmaco, al punto che non ne possono sospendere l'assunzione senza andare incontro a una caratteristica sindrome da astinenza che può manifestarsi anche con una sintomatologia grave e preoccupante.

La disassuefazione del morfinomane è un difficile problema terapeutico che nella maggior parte dei casi non porta che a successi limitati e temporanei.

Sono stati fatti notevoli sforzi allo scopo di trovare dei sostituti della morfina privi degli inconvenienti sopra citati.

Sebbene siano numerosi gli antidolorifici di sintesi derivati dalla morfina, non si può tuttavia affermare che si sia raggiunto lo scopo prefisso; non si conoscono infatti analgesici che sicuramente non inducano assuefazione.

Le ragioni sopra citate consigliano quindi di limitare l'uso prolungato di questi farmaci a forme di dolori che sono insensibili ad altri trattamenti, quali ad esempio dolori conseguenti a traumi gravi, a interventi chirurgici, oppure connessi con forme tumorali inoperabili.

Meccanismo d'azione degli antidolorifici

Molte ipotesi sono state avanzate per spiegare il meccanismo d'azione degli antidolorifici, tuttavia nessuna di esse è completamente soddisfacente.

La loro probabile sede d'azione è all'altezza dei lobi frontali e del diencefalo; vi sono anzi esperienze che portano ad ammettere che essi agiscano sulle connessioni esistenti tra queste due strutture.

In analogia a quanto succede in seguito a lobotomia frontale, con gli antidolorifici si otterrebbe non una diminuzione degli stimoli dolorifici, ma piuttosto una loro diversa percezione.

Problema dell'assuefazione da antidolorifici

Per quanto riguarda il problema dell'assuefazione le ipotesi avanzate sono ancora meno soddisfacenti.

Il fenomeno ha sicuramente basi organiche e non si fonda semplicemente su un particolare atteggiamento psichico di individui che traggono dall'uso continuato della morfina sensazioni di particolare benessere.

Classificazione degli antidolorifici

Gli antidolorifici sono una categoria di farmaci molto eterogenea. I farmaci ad azione antidolorifica sono:

Paracetamolo.

Ibuprofene

Ibuprofene, uno dei FANS più comuni.

Amitriptilina

Amitriptilina, un antidepressivo triciclico.

Gabapentin

Gabapentin, un anticonvulsivante.

  • oppiacei (morfina, eroina, codeina);

Morfina

Morfina, il capostipite degli oppiacei.

  • cannabinoidi (tetraidrocannabinolo o THC, cannabidiolo, cannabinolo);

Tetraidrocannabinolo

Tetraidrocannabinolo (THC), un cannabinoide.

Studia con noi