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Amitriptilina

Che cos'è l'amitriptilina?

L’amitriptilina è un farmaco antidepressivo appartenente alla classe degli antidepressivi triciclici.

Il suo nome IUPAC è:

N,N-dimetil-3-[10,11-diidro-5H-dibenzo[a,d]cicloepten-5-iliden]-1-propilammina.

Presenta la seguente struttura chimica:

Struttura della amitriptilina

Struttura dell’amitriptilina.

Meccanismo d’azione dell’amitriptilina

L’amitriptilina, come gli altri antidepressivi triciclici, agisce aumentando le concentrazioni dei neurotrasmettitori noradrenalina e serotonina.

Ridotti livelli di queste biomolecole sono all’origine della depressione, spiegando l’effetto antidepressivo dell’amitriptilina. In particolare, l’amitriptilina è un inibitore della ricaptazione della noradrenalina e della serotonina, quindi i suoi target farmacologici sono i trasportatori dei due neurotrasmettitori.

Questo farmaco interagisce con numerosi sistemi recettoriali. Esso funge da agonista del recettore σ-1 e da antagonista dei recettori serotoninergici 5-HT2A, 5-HT2C, 5-HT6 e 5-HT7, del recettore adrenergico α1, del recettore istaminegico H1 e del recettore muscarinico, oltre ad agire da modulatore allosterico negativo del recettore glutammatergico NMDA.

Inoltre, l’amitriptilina interferisce con le conduttanze di membrana inibendo i canali del sodio, del potassio e del calcio.

Indicazioni terapeutiche dell’amitriptilina

L’amitriptilina, per via delle numerose interazioni farmacologiche, ha trovato negli anni svariate applicazioni. In particolare, l’amitriptilina ha le seguenti indicazioni terapeutiche:

  • depressione maggiore;
  • depressione endogena;
  • disturbo post-traumatico da stress;
  • dolore cronico;
  • emicrania cronica;
  • insonnia;
  • enuresi notturna;
  • neuropatie periferiche;
  • sintomi del morbo di Parkinson;
  • fibromialgia;
  • sindrome del colon irritabile;
  • dispepsia;
  • infezione da Herpes zoster;
  • tosse cronica;
  • prostatite.

Farmacocinetica dell’amitriptilina

L’amitriptilina, in genere, viene somministrata per via orale. L’assorbimento della molecola è rapido, tuttavia la sua biodisponibilità è del 30-60%.

Questo è dovuto al cosiddetto effetto di primo passaggio: il farmaco viene metabolizzato dal fegato prima della sua distribuzione nell’organismo, riducendo la quota di farmaco disponibile.

L’amitriptilina ha un elevato grado di legame alle proteine plasmatiche (96%).

La maggior parte della dose di farmaco subisce metabolismo epatico. In particolare, gli enzimi maggiormente coinvolti nelle reazioni di biotrasformazione dell’amitriptilina sono:

  • CYP2C19;
  • CYP1A2;
  • CYP2D6.

Il primo enzima è quello che determina la formazione del principale metabolita del farmaco, ovvero la nortriptilina. Anche questa molecola ha attività antidepressiva e un elevato grado di legame alle proteine plasmatiche.

Una porzione della dose di amitriptilina viene escreta immodificata nelle urine.

Un’altra frazione viene escreta sotto forma di metaboliti, in alcuni casi coniugati con acido glicuronico. Infine, una piccolissima parte viene escreta attraverso le feci.

L’emivita dell’amitriptilina è molto variabile (dalle 10 alle 50 ore).

Effetti collaterali dell’amitriptilina

L’amitriptilina induce diversi effetti indesiderati, dovuti alla sua capacità di interagire con diversi sistemi recettoriali. I più comuni effetti collaterali indotti dall’amitriptilina sono:

  • nausea;
  • aumento ponderale;
  • confusione;
  • insonnia;
  • sonnolenza;
  • stitichezza;
  • riduzione della pressione;
  • epilessia;
  • ulcere alla bocca;
  • bocca secca;
  • ritenzione urinaria;
  • aritmie;
  • blocco atrio-ventricolare;
  • ginecomastia;
  • febbre;
  • psicosi;
  • mania;
  • irritabilità;
  • tinnito;
  • rigidità muscolare;
  • mal di testa.

L’utilizzo del farmaco è sconsigliato in caso di gravidanza e allattamento.

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