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Amiodarone

Che cos'è l'amiodarone?

L’amiodarone appartiene alla classe dei farmaci cardiovascolari; è un antiaritmico.

La sua molecola presenta la seguente struttura:

Esso venne scoperto nel 1961 da Binon e Tondeur.

Meccanismo d’azione dell’amiodarone

Il principale meccanismo d’azione dell’amiodarone è il seguente: la molecola lega e inibisce i canali al potassio presenti nelle cellule del miocardio, bloccando così le correnti del potassio rapide e lente.

Questo determina un prolungamento del periodo refrattario nelle cellule miocardiche, cioè aumenta il tempo necessario per la generazione di un nuovo potenziale d’azione.

È questo che determina l’effetto antiaritmico dell’amiodarone.

Inoltre, l’amiodarone inibisce anche altre strutture cellulari:

  • canali del sodio;
  • canali del calcio;
  • recettori α-adrenergici;
  • recettori β-adrenergici;
  • protein chinasi C (PKC);
  • fosfolipasi A2 (PLA2);
  • sfingomielinasi.

In particolare, l’effetto anti-ischemico esercitato dall’amiodarone dipende dall’inibizione di queste ultime due proteine, che, in caso di ischemia, vengono attivate, portando alla mobilizzazione dei fosfolipidi (PLA2) e degli sfingolipidi (sfingomielinasi) di membrana.

Indicazioni terapeutiche dell’amiodarone

L’amiodarone, inizialmente, venne usato come antianginoso. Oggi, esso è classificato come farmaco anti-aritmico di classe III e ha diverse indicazioni terapeutiche:

  • extrasistoli atriali;
  • extrasistoli ventricolari;
  • tachicardie atriali;
  • tachicardie ventricolari;
  • tachicardie sopraventricolari parossistiche;
  • tachicardie sopraventricolari non parossistiche;
  • tachicardie sopraventricolari parossistiche reciprocanti;
  • flutter atriale;
  • fibrillazione atriale;
  • sindrome di Wolff-Parkinson-White.

Farmacocinetica dell’amiodarone

L’amiodarone può essere somministrato per via orale o endovenosa.

Per via orale, l’amiodarone ha un assorbimento parziale e variabile. Infatti, esso ha una biodisponibilità orale che va dal 20 al 55%.

Essendo una molecola lipofila, l’amiodarone ha un elevato volume di distribuzione. Esso riesce, quindi, a raggiungere tutti i distretti dell’organismo.

L’amiodarone si accumula prevalentemente a livello di polmoni, pelle, sistema nervoso e tessuto adiposo e ha un’emivita molto lunga, di circa 5 mesi. Quindi, il farmaco ha un profilo cinetico molto variabile.

Viene metabolizzato prevalentemente nel fegato; in particolare, esso è substrato del citocromo P450.

L’isoforma che metabolizza l’amiodarone è CYP3A4, coinvolta nel metabolismo di molti altri farmaci.

Il principale metabolita epatico dell’amiodarone è il desetilamiodarone, che pure ha attività anti-aritmica.

Effetti collaterali dell’amiodarone

L’amiodarone è un farmaco con un ampio e vario spettro di effetti collaterali, che coinvolgono diversi organi e tessuti:

  • fibrosi polmonare;
  • ipotiroidismo (effetto Wolff-Chaikoff);
  • ipertiroidismo (effetto Jodbasedow);
  • bradicardia;
  • ittero;
  • epatite;
  • epatomegalia;
  • cirrosi;
  • neurite ottica;
  • dermatite;
  • fotosensibilità.

Il metabolismo dell’amiodarone viene inibito dal succo di pompelmo. Questo porta a un aumento della concentrazione plasmatica di amiodarone.

Inoltre, è stata segnalata l’interazione nociva dell’amiodarone con altri farmaci, come:

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