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LO XENON
CARATTERISTICHE GENERALI
Fu scoperto nel 1898 da W. Ramsay e M.W.
Travers come impurezza presente nel cripto. È raro in natura: presente
in 0,086 ppm in volume nell'atmosfera e in tracce nelle rocce e negli
oceani.
Lo Xenon è un gas a molecola monoatomica,
incolore e inodore, molto più pesante dell'aria, facilmente liquefabile
e notevolmente solubile in numerosi solventi. Facendo parte dei
cosiddetti gas nobili, è un elemento che possiede una notevole inerzia
chimica; dato però che i valori dell'energia di ionizzazione e della
distanza energetica tra l'ultimo livello occupato e il primo successivo
libero sono i più bassi tra quelli dei gas nobili, è in grado di
interagire in opportune condizioni con diverse sostanze, formando sia
composti di inclusione e clatrati (con acqua, fenoli ecc.) sia veri
composti chimici stabili (per esempio con il fluoro). È stato inoltre
dimostrato che nello xeno gassoso in vicinanza del punto di liquefazione
dall'1 al 5% degli atomi è associato in molecole biatomiche.
COMPOSTI
Fino al 1962 erano conosciuti solo diversi
clatrati e composti di inclusione, stabili a bassa temperatura, nei
quali gli atomi di xeno sono trattenuti nel reticolo cristallino della
sostanza ospitante da forze di Van der Waals. Dal 1962 in poi furono
sintetizzati diversi composti più complessi, nei quali generalmente lo
xeno è legato ad atomi o gruppi molto elettronegativi, e presenta
soprattutto gli stati di ossidazione +2, +4, +6 e +8: pertanto tutti gli
elettroni dello strato più esterno nella configurazione dello xeno
possono partecipare alla formazione di legami.
Il difluoruro di xeno XeF2,
è un solido incolore a elevata tensione di vapore, stabile in ambiente
inerte, solubile in acqua e in diversi solventi organici.
Proprietà analoghe ha il tetrafluoruro
XeF4, caratterizzato però da maggiore reattività e
volatilità.
L'esafluoruro di xeno XeF6,
si ottiene per sintesi diretta degli elementi. E' un solido incolore,
più volatile e molto più reattivo degli altri due fluoruri. Reagisce
violentemente con l'idrogeno formando acido fluoridrico, con l'acqua e
con quasi tutti gli ossidi (compresa la silice infatti non può essere
mantenuto in recipienti di vetro o quarzo) formando gli ossofluoruri di
xeno (VI) (XeOF4 e XeO2F2) e il
triossido di xeno XeO3.
Il
triossido di xeno XeO3 è un solido cristallino, stabile
solo in assenza di umidità
che
esplode facilmente per sfregamento, compressione o riscaldamento. È
igroscopico e la sua soluzione acquosa è debolmente acida.
UTILIZZO
Dato anche
il suo alto costo, lo xeno non ha impieghi molto vasti: viene utilizzato
(spesso in miscela con il cripto, meno costoso) per il riempimento di
lampade a filamento a lunga durata, o lampade a gas per usi particolari
(fari marittimi, flash fotografici, proiettori, illuminazione stradale):
infatti per eccitazione elettrica lo xeno emette una luce molto intensa
a spettro quasi continuo simile a quello solare. Date le sue proprietà
anestetiche, lo xeno ha avuto anche limitate applicazioni in medicina.
PRODUZIONE
Lo xeno
viene ottenuto esclusivamente dall'atmosfera, come sottoprodotto
della liquefazione dell' aria, dato che si accumula insieme con il
cripto nell'ossigeno liquido: quest'ultimo viene distillato
frazionatamente, per cui in coda si ottiene ossigeno fortemente
arricchito nella miscela di xeno e cripto. Da questa frazione viene
eliminata la maggior parte dell'ossigeno e vengono separati cripto e
xeno per adsorbimento su gel di silice a bassa temperatura. Dalla
miscela dei due si può quindi ottenere lo xeno o per liquefazione e
distillazione (lo xeno passa in coda poiché meno volatile), o
tramite processi di adsorbimento-desorbimento in zeoliti sintetiche
del cripto rispetto allo xeno.
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Nuclide |
% *5 |
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124Xe |
0,10 |
| 126Xe |
0,09 |
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128Xe |
1,92 |
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129Xe |
26,44 |
| 130Xe |
4,08 |
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131Xe |
21,18 |
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132Xe |
26,89 |
| 134Xe |
10,43 |
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138Xe |
8,87 |
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*1 Relativo all'ossido con
valenza maggiore |
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*2
Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione |
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*3 Alla t =
20 °C e P = 1 atmosfera |
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*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera |
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*5 % = abbondanza in natura
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