|
TANTALIO
CARATTERISTICHE GENERALI
Il tantalio fu scoperto nel 1802 da A.G. Ekeberg nel minerale columbite
dove si trova insieme al niobio (inizialmente chiamato columbio); questi
due elementi furono confusi per lunghi anni tra loro, e solo nel 1845 H.
Rose fu in grado di chiarire la separata identità dei due.
È un elemento relativamente raro, costituendo lo 0,0002-0,0005% della
crosta terrestre; non si trova mai libero in natura ma, sotto forma di
composti corrispondenti al suo stato di ossidazione +5 e sempre
accompagnato dal niobio, in un numero notevole di ossidi minerali.
Il tantalio è un metallo grigio lucente, duro e molto duttile.
Nonostante sia un metallo molto elettropositivo, per effetti di
passivazione a temperatura ambiente è stabile all'aria e non viene
attaccato dagli acidi inorganici anche concentrati, con l'eccezione
della miscela HF-HNO3 che lo discioglie facilmente. A caldo
(al di sopra di circa 150°C) è attaccato dall'acido solforico
concentrato e da altri acidi, dalle soluzioni alcaline concentrate e
dagli alcali fusi, mentre a temperature ancora più elevate reagisce
facilmente con l'ossigeno e con gli alogeni.
COMPOSTI
Il
pentossido di ditantalio Ta2O5,
è un ossido debolmente acido, insolubile negli acidi a eccezione
dell'acido fluoridrico con il quale forma anioni complessi, ma solubile
negli idrossidi e carbonati alcalini fusi con i quali forma tantalati,
come per esempio l’esatantalato dipotassio idrato di formula K8Ta6O19∙16H2O.
Per fusione di Ta2O5 con la quantità
stechiometrica degli idrossidi (o carbonati o ossidi) alcalini o
alcalinoterrosi si possono ottenere altri
tantalati,
strutturalmente del tipo degli ossidi misti, come per esempio. l’ortotantalato
di sodio Na3TaO4, il metatantalato di potassio
KTaO3 e il metatantalato di litio LiTaO3. Questi
ultimi due sono interessanti per le loro proprietà ferroelettriche,
piroelettriche e piezoelettriche. Trattando con perossido di idrogeno a
freddo le soluzioni alcaline di tantalati si ottengono perosso-composti,
per esempio il tetraperossotantalato di potassio K3[Ta(O2)4],
stabile a freddo, ma che a caldo si decompone liberando ossigeno.
Tra gli alogenuri, si ricorda il
pentafluoruro di tantalio, TaF5,
acido di Lewis, fortemente elettrofilo, che forma facilmente addotti con
eteri e dialchilsolfuri e complessi anionici. Sono noti inoltre
fluorotantalati cristallini, quali per esempio. KTaF6, K2TaF7
e K3TaF8. È noto anche il trifluoruro di tantalio,
TaF3. Il
pentacloruro di tantalio TaCl5,
è un solido incolore facilmente sublimabile; è solubile in molti
solventi organici e si comporta come un acido di Lewis, formando
facilmente addotti e ioni complessi. Il
tetracloruro di tantalio TaCl4,
per riscaldamento tende a disproporzionare formando tantalio metallico e
tricloruro di tantalio TaCl3.
UTILIZZO
Nonostante il suo alto costo, il tantalio metallico ha impieghi in
alcune leghe speciali resistenti alle alte temperature (per esempio la
lega con il 10% di tungsteno), allo stato puro nell'industria chimica
per rivestimenti di forni e scambiatori di calore che devono operare in
ambiente corrosivo acido, nella fabbricazione di condensatori
elettrolitici e per applicazioni biomediche (fili per suture, viti e
piastre ossee). Composti del tantalio hanno importanti applicazioni in
elettronica, per esempio il pentossido come strato isolante in
condensatori miniaturizzati e i tantalati alcalini (per esempio. LiTaO3,
KTaO3) per le loro proprietà elettro-ottiche.
PRODUZIONE
I minerali vengono previamente arricchiti fino a ottenere
concentrati con un tenore almeno del 60% dei pentossidi di niobio e
tantalio. I concentrati finemente macinati vengono trattati con
acido fluoridrico acquoso che discioglie gli ossidi di tantalio e
niobio, lasciando insolute gran parte delle impurezze. La soluzione
acquosa così ottenuta (leggermente acida) viene trattata con
metilisobutilchetone che estrae in tali condizioni solo il tantalio
come fluoruro o fluorocomplesso. Dalla fase organica il tantalio
viene quindi estratto con acqua e precipitato per aggiunta di
ammoniaca come ossido idrato, che viene infine calcinato a
pentossido Ta2O5.
In via alternativa, mediante aggiunta di KF alla soluzione acquosa, si
può precipitare il tantalio come K2TaF7, il quale
a sua volta viene filtrato ed essiccato.
In altri processi i concentrati dei minerali vengono trattati a circa
900°C con soda caustica, e la massa fusa viene quindi disciolta in
acqua: mentre il silicio, lo stagno e altri elementi passano in
soluzione, il tantalio e il niobio, che restano indisciolti come ossidi
idrati (o come tantalati e niobati di sodio), vengono separati e a parte
disciolti con acido fluoridrico. La soluzione fluoridrica subisce quindi
la già descritta estrazione con chetoni organici per la purificazione e
separazione del tantalio dal niobio.
Il tantalio metallico viene preparato per riduzione con sodio a 800 °C
del fluotantalato di potassio K2TaF7, o per
elettrolisi a 900 °C di una miscela fusa dello stesso tantalato con il
pentossido di tantalio. Con questi metodi si ottiene tantalio in polvere
il quale, dato il suo alto punto di fusione e la sua reattività a
temperature elevate, deve essere lavorato con tecniche di
sinterizzazione e di fusione con fascio elettronico.
|
|
Nuclide |
% *5 |
|
181Ta |
99,9877 |
| 180Ta |
0,0123 |
|
|
|
*1 Relativo all'ossido con
valenza maggiore |
|
*2
Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione |
|
*3 Alla t =
20 °C e P = 1 atmosfera |
|
*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera |
|
*5 % = abbondanza in natura
|
|