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TALLIO
CARATTERISTICHE GENERALI
Il tallio, che deve il suo nome (dal
greco thàllos, “germoglio”) al color verde chiaro di una riga
caratteristica del suo spettro di emissione, fu scoperto e isolato negli
anni 1861-62, indipendentemente da W. Crookes e da C.A. Lamy, nelle
polveri scaricate da un impianto a camere di piombo per la produzione
dell'acido solforico. È un elemento relativamente raro, costituendo
(mai libero, ma generalmente in composti corrispondenti al suo stato di
ossidazione +1) circa il 5∙10-5% della crosta terrestre.
E'
però diffuso in piccole quantità nelle rocce vulcaniche, in solfati o
cloruri e altri minerali di metalli alcalini, e in particolare del
potassio (feldspati, miche), e inoltre in molti solfuri e seleniuri di
piombo, zinco, rame e argento. Esistono anche minerali specifici del
tallio, molto rari, come il seleniuro crookesite (Cu, TI, Ag)2Se
e il solfuro lorandite TlAsS2.
Il tallio è
un metallo bianco grigiastro, tenero e malleabile, ma di scarsa
tenacità, che esiste in tre diverse forme allotropiche. E’ un metallo
abbastanza reattivo: a freddo si ossida rapidamente all'aria umida
formando Tl2O, si discioglie in acqua in presenza di aria
formando TlOH e reagisce lentamente con gli alogeni. Mentre si
discioglie facilmente (soprattutto a caldo) negli acidi nitrico e
solforico diluiti, viene attaccato lentamente dall'acido cloridrico in
seguito alla formazione di uno strato protettivo di TlCl poco solubile.
Non si discioglie invece negli alcali e in ammoniaca liquida. A caldo il
tallio brucia in ossigeno formando T12O3 e
reagisce facilmente con azoto, fosforo, zolfo, selenio e tellurio. Il
tallio e i suoi composti sono molto tossici per l'uomo e gli animali.
COMPOSTI
Il tallio
forma composti stabili in corrispondenza dei suoi numeri di ossidazione
+1 (composti tallosi) e +3 (composti tallici). Lo stato +1 è
generalmente il più stabile, per cui i composti del tallio (III) sono
energici ossidanti. Nello stato +1 il tallio presenta alcune analogie
con i metalli alcalini e con l'argento, mentre nello stato +3 presenta
una notevole tendenza alla formazione di complessi, generalmente tetra-
o esacoordinati.
Tra gli
ossidi e gli idrossidi, si ricordano il monossido di tallio T12O,
solubile negli acidi con formazione dei sali di tallio (I) e negli
alcoli con formazione dei corrispondenti alcossidi. In acqua forma
l’idrossido di tallio TlOH. Questa è una base e si discioglie in
acqua dando soluzioni fortemente alcaline che assorbono diossido di
carbonio dall'aria.
Il
triossido di ditallio T12O3, si ottiene come
precipitato nella forma idrata per ossidazione con perossido di idrogeno
o cloro di soluzioni alcaline di tallio (I). Anidro è un solido nero,
insolubile in acqua e solubile negli acidi con formazione dei sali di
tallio (III).
Il
triossido di tetratallio T14O3, è in realtà un
ossido misto 3T12O∙T12O3.
Tra gli
alogenuri, il monofluoruro di tallio TlF, forma facilmente con i
fluoruri alcalini ioni complessi di coordinazione stabili anche
in soluzione, del tipo [T1F2]- , [T1F4]3-
e [T1F4(H2O)2]3-.
Il
monocloruro di tallio TlCl, per la sua scarsa solubilità in acqua e
la sua sensibilità alla luce, ricorda il cloruro di argento.
Il
tricloruro di tallio TlCl3, si comporta come un acido di
Lewis formando addotti con etere e ammoniaca. In soluzione in presenza
di elevate concentrazioni di ioni Cl- forma anioni complessi,
del tipo [T1C14]-, [T1C15]2-,
[T1C15(H2O)]2- e [TlCl6]3-
.
Inviando
solfuro di idrogeno nelle soluzioni acquose alcaline di sali di tallio
(I), si ottiene un precipitato di solfuro di tallio (I) T12S,
facilmente ossidabile all'aria con formazione, attraverso numerosi
prodotti intermedi di solfato di tallio (I), T12SO4,
il composto commercialmente più comune del tallio.
Il
carbonato di tallio (I) T12CO3, dà soluzioni
fortemente alcaline, che assorbono a freddo ancora biossido di carbonio
formando idrogenocarbonato di tallio (I) T1HCO3.
Tra gli
acetati si ricordano l’acetato di tallio (I) Tl(OCOCH3),
e l'acetato di tallio (III) T1(OCOCH3)3, che si
può preparare da T12O3 e acido acetico anidro a
caldo.
UTILIZZO
Il tallio
metallico ha limitati impieghi in alcune leghe bassofondenti (per
esempio con piombo e antimonio, o con oro e argento) aventi elevatissima
resistenza alla corrosione e basso coefficiente di attrito. Alcuni suoi
composti hanno impieghi in elettronica come semiconduttori, in cellule
fotoelettriche e fotometri ottici. Il solfato Tl2SO4
è stato largamente impiegato in agricoltura come componente di
antiparassitari e rodenticidi. Tale applicazione è stata fortemente
ridotta a causa dell'elevata tossicità di questo composto per l'uomo e
le piante. Alcuni composti del tallio (III) hanno applicazioni come
reagenti e catalizzatori in chimica organica.
PRODUZIONE
Il
tallio viene per lo più estratto dai sottoprodotti della lavorazione
di minerali sulfurei come blenda, galena, piriti e calcopiriti, in
particolare dalle polveri depositate nell'arrostimento di blende
tallifere: è perciò un sottoprodotto dell'estrazione dello zinco.
Dalle soluzioni ottenute da questi residui per lisciviazione il
metallo può essere spostato con zinco o precipitato sotto forma di
cloruro. Il tallio si ottiene anche come sottoprodotto nella
lavorazione del piombo. Il metallo grezzo viene di solito raffinato
per elettrolisi di soluzioni di solfato o di carbonato.
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Nuclide |
% *5 |
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203Tl |
29,5 |
| 205Tl |
70,5 |
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*1 Relativo all'ossido con
valenza maggiore |
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*2
Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione |
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*3 Alla t =
20 °C e P = 1 atmosfera |
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*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera |
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*5 % = abbondanza in natura
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