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IL RUBIDIO
CARATTERISTICHE GENERALI
Il rubidio, il cui nome (dal lat. rubidus,
rossiccio) fu dato nel 1861 dagli scopritori G. Kirchhoff e R. Bunsen
poiché le principali linee del suo spettro cadono nella zona del rosso
scuro, è un elemento non molto abbondante: costituisce complessivamente
(mai libero, ma in composti corrispondenti al suo stato di ossidazione
+1) circa lo 0,005% della crosta terrestre; è però diffuso nelle rocce,
nei terreni e nelle acque ad accompagnare in piccole quantità il
potassio. In particolare il rubidio, di cui non sono noti minerali
specifici, si trova in quantità relativamente elevate in rocce
pegmatitiche, nella lepidolite e disciolto in quasi tutte le acque, in
particolare quelle dei laghi salati e mari interni; le acque degli
oceani ne contengono mediamente circa 0,15 ppm.
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Lepidolite |
Allo stato
elementare il rubidio è un metallo bianco-argenteo, lucente se appena
tagliato, a basso punto di fusione, molle e leggero. Appartenendo alla
famiglia dei metalli alcalini è un elemento molto elettropositivo e
molto reattivo, simile al potassio e al cesio. Reagisce energicamente
anche a freddo con l'ossigeno dell'aria formando una miscela di ossido,
perossido e superossido. Reagisce in modo quasi esplosivo con gli
alogeni, con lo zolfo fuso e con il selenio e, meno violentemente, con
monossido di carbonio e con ammoniaca gassosa; la reazione con l'acqua,
che è già energica con il ghiaccio a -110 °C, è tanto violenta a
temperatura ambiente da provocare l'incendio dell'idrogeno che si
sviluppa.
COMPOSTI
La chimica del rubidio che è
essenzialmente quella dello ione Rb+, è molto simile alla
chimica del potassio e del cesio.
Tra i principali composti si possono
ricordare l'idrossido RbOH, base fortissima, igroscopico; l'ossido di
dirubidio Rb2O, il perossido di dirubidio Rb2O2,
e il superossido RbO2, solidi di colore dal giallo
all'arancio, analoghi come struttura e comportamento ai corrispondenti
composti del potassio.
Tra i sali si ricordano
il cloruro di rubidio, RbCl, il carbonato di dirubidio, Rb2CO3,
e il solfato di dirubidio, Rb2SO4, sali tutti
molto solubili in acqua. Come il potassio anche il rubidio ha diversi
sali poco solubili in acqua, come per esempio il perclorato RbClO4,
e l'esanitrocobaltato (III) di trirubidio Rb3[Co(NO3)6].
UTILIZZO
Dato il suo elevato costo, il rubidio non ha applicazioni industriali
importanti.
PRODUZIONE
Il rubidio viene di norma ottenuto
come sottoprodotto della lavorazione della lepidolite (per estrarne
il litio) o della carnallite (per estrarne il potassio);
generalmente a un certo stadio del processo si ha la precipitazione
del litio come carbonato, mentre rimane in soluzione una miscela dei
carbonati di potassio e rubidio, con piccole quantità di carbonato
di cesio. La separazione di questi tre elementi può essere
effettuata tramite cristallizzazione frazionata delle soluzioni
acquose dei solfati o di sali complessi,o per estrazione con
soluzioni idrocarburiche contenenti opportuni complessanti organici
selettivi. L'elemento può quindi essere ottenuto tramite riduzione
(sotto vuoto, a circa 300 °C) del cloruro con calcio metallico, e
successiva purificazione per distillazione sotto vuoto a circa
700°C.
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Nuclide |
% *5 |
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85Rb |
72,15 |
| 87Rb |
27,85 |
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*1 Relativo all'ossido con
valenza maggiore |
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*2
Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione |
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*3 Alla t =
20 °C e P = 1 atmosfera |
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*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera |
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*5 % = abbondanza in natura
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