Il rodio (il cui nome deriva dal colore rosa delle soluzioni di molti suoi sali) fu scoperto e isolato nel 1803 da W.H. Wollaston nei residui della lavorazione dei minerali del platino. È un elemento rarissimo costituendo meno del 5·10-8 % della crosta terrestre. Si trova allo stato elementare (a basse concentrazioni) generalmente in tutti i minerali contenenti platino.
Il rodio è un metallo di colore bianco-argenteo, molto lucente, abbastanza duttile e a elevato punto di fusione. È un elemento poco reattivo, chimicamente simile all'iridio: in forma compatta non è attaccato dagli acidi minerali diluiti neppure a caldo, né dall'acqua regia (che però lo discioglie se è finemente suddiviso), non si ossida all'aria a temperature inferiori a 600-700°C e reagisce lentamente con il cloro e il fluoro anidridi solo al di sopra di circa 500°C. Il rodio è solubile nel piombo allo stato liquido e se in polvere finissima è in grado di assorbire grosse quantità di gas (ad esempio idrogeno e monossido di carbonio).
Il rodio può presentare nei suoi composti (semplici o complessi) tutti gli stati di ossidazione da -2 a +6, ma lo stato nettamente più stabile è il +3.
Tra gli alogenuri sono noti quattro fluoruri, tra i quali il trifluoruro RhF3, l'esafluoruro RhF6, il tricloruro, RhCl3.
Sono noti almeno quattro solfuri di rodio, tra cui il trisolfuro di dirodio, Rh2S3.
Il triossido di dirodio Rh2O3, che è l'ossido più importante, può essere preparato per calcinazione del nitrato o per reazione diretta tra l'ossigeno e il rodio in polvere a circa 600°C.
Trattando le soluzioni acquose dei composti di rodio (III) con alcali, si ottiene un precipitato giallo di diossido idrato di dirodio di formula Rh2O3∙nH2O, solubile sia negli acidi sia nell'eccesso di alcali con formazione di ioni complessi. Questa tendenza alla complessazione è molto forte per il rodio, soprattutto nello stato +3 nel quale, a somiglianza di iridio e rutenio, forma numerosi complessi sia anionici sia cationici, generalmente ottaedrici e colorati dal giallo al rosso-rosa, alcuni dei quali molto stabili come per esempio l’esaclororodato (III) [RhCl6]3-.
In lega con il platino, il rodio trova utilizzo nella produzione di resistenze elettriche per forni elettrici, nella produzione di termocoppie. In lega o come metallo puro, il rodio trova utilizzato come catalizzatore eterogeneo per reazioni in fase gassosa (ossidazione dell'ammoniaca, idrogenazioni, isomerizzazioni).
Il rodio viene ottenuto, mediante un processo particolarmente complesso, a partire da concentrati di fanghi anodici ottenuti durante la raffinazione elettrolitica del rame e del nichel.
| PROPRIETA' GENERALI | |
| Nome | rodio |
| Simbolo | Rh |
| Numero Atomico | 45 |
| Periodo | 5 |
| Gruppo | VIII B |
| Comportamento dell'Ossido (*1) | anfotero |
| PROPRIETA' ATOMICHE | |
| Massa Atomica in uma (*2) | 102,9 |
| Elettronegetività (Pauling) | 2,2 |
| Numeri di Ossidazione | +3 |
| Energia di 1^ Ionizzazione (eV) | 7,7 |
| Raggio Atomico (Angstrom) | 1,34 |
| PROPRIETA' FISICHE | |
| Stato di Aggregazione (*3) | solido |
| Temperatura di Fusione (°C) | 1965 |
| Temperatura di Ebollizione (°C) | 3727 |
| Densità (*4) | 12,4 |
| Struttura Cristallina | cubico facce centrate |
| *1 = Relativo all'ossido con valenza maggiore | |
| *2 = Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere definita con precisione | |
| *3= Alla t = 20 °C e P = 1 atmosfera | |
| *4 = per solidi e liquidi è espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1 atmosfera | |
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