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IL NICHEL
CARATTERISTICHE GENERALI
Il nichel,
impiegato dall'uomo da alcuni millenni in lega con il ferro e il rame,
fu isolato per la prima volta nel 1751 come un nuovo elemento dallo
svedese A.F. Cronstedt in un minerale di rame chiamato volgarmente
kupfer-nickel. In natura è un elemento relativamente abbondante
costituendo circa lo 0,01 % della crosta terrestre.
Allo stato elementare è spesso presente in lega nei meteoriti. I
suoi minerali più importanti sono dei solfuri, quali per esempio la
pentlandite, di composizione approssimativa (Fe,Ni)9S8.
Altri importanti minerali sono gli ossidi-silicati quali la
garnierite, di composizione approssimativa (Ni,Mg)6Si14O10(OH)8.
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Garnierite |
Il
nichel elementare è un metallo grigio-argenteo, molto duttile,
ferromagnetico a temperatura ambiente e paramagnetico a temperature
superiori a circa 360 °C, con buone proprietà meccaniche in un largo
intervallo di temperatura. A temperatura ambiente il nichel allo
stato compatto è molto resistente all'ossidazione all'aria e
all'acqua, e non viene attaccato dagli alcali; si discioglie
lentamente anche a freddo negli acidi non ossidanti come l'acido
cloridrico formando lo ione Ni2+
e più velocemente in
quelli ossidanti come l'acido nitrico e l'acido solforico diluiti. A
causa della passivazione non si discioglie in HNO3
concentrato. A elevate temperature si ossida all'aria e si combina
con il fosforo, lo zolfo e gli alogeni; in condizioni opportune può
combinarsi direttamente anche con boro e carbonio. Allo stato
finemente suddiviso può incendiarsi spontaneamente all'aria.
COMPOSTI
Come tutti gli elementi della serie di transizione, il nichel forma
composti sia inorganici sia organici corrispondenti a numerosi
stati di ossidazione (-1, O, +1, +2, +3, +4); lo stato di
ossidazione +2 è nettamente il più stabile, particolarmente in
soluzione acquosa, dove lo ione nichel (in assenza di altri più
forti agenti complessanti) è coordinato con 6 molecole di acqua.
L'ossido di nichel NiO,
è un ossido di natura basica, e pertanto è solubile negli acidi con
formazione dei corrispondenti sali. Trattando con idrossidi
alcalini le soluzioni di sali di nichel (II) si ha la precipitazione
dell’idrossido di nichel, Ni(OH)2, verde, di aspetto
gelatinoso, facilmente solubile in ammoniaca.
Il solfuro di nichel NiS, nero, insolubile in acqua, può
essere facilmente preparato trattando con H2S o con
solfuri alcalini, soluzioni acquose di sali di nichel (II), oppure
per reazione diretta tra gli elementi; in quest'ultimo caso si
possono ottenere anche i composti Ni3S2, Ni3S4,
Ni7S6 e NiS2.
Tutti e quattro gli alogenuri sono noti; tra questi si
ricordano il difluoruro di nichel, NiF2, e il dicloruro
di nichel, NiCl2.
I
sali ternari di nichel (II) sono generalmente
composti che si trovano in forma idrata, solubili in acqua, e che
spesso non possono essere anidrificati per riscaldamento poichè
formano l'ossido. Tra questi il nitrato di nichel Ni(NO3)2∙6H2O,
il solfato di nichel NiSO4∙7H2O, il carbonato
NiCO3∙6H2O e il fosfato di nichel, Ni3(PO4)2∙7H2O,
questi due ultimi poco solubili in acqua.
In tutti i suoi stati di ossidazione il nichel può formare complessi
di coordinazione con un grande numero di leganti sia inorganici sia
organici. Nello stato +2 in particolare si formano (con leganti
neutri o carichi) numerosi complessi a numeri di coordinazione 4, 5
e 6, quale ad esempio l’ esaquonichel (II) [Ni(H2O)6]2+,
di colore verde chiaro.
UTILIZZO
Il
nichel puro, e le sue leghe, vengono largamente utilizzate per il
rivestimento di altri metalli (soprattutto per via elettrolitica) e
per la fabbricazione di parti di dispositivi elettronici, con un
consumo di circa il 15% della produzione totale di nichel.
Importantissimi impieghi si hanno inoltre in leghe ferrose e
non ferrose: circa il 50% del nichel prodotto viene utilizzato negli
acciai inossidabili al cromo-nichel (5-20% di Ni, 15-25% di Cr, più
eventualmente molibdeno, manganese e altri elementi), mentre circa il 20% trova impiego in leghe
non ferrose. Tra queste ultime si possono ricordare quelle a base di
nichel-rame: per esempio i Monel, al 60-70% di nichel più eventualmente
piccole quantità di alluminio e titanio, largamente utilizzati nelle
industrie chimica, petrolifera e aerospaziale; i Cupronichel, al
5-50% di nichel, usati per il conio di monete e per parti di
apparecchiature a contatto con acqua anche salata.
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Dollaro
canadese |
Di più
recente produzione infine sono le superleghe a base di nichel-cromo-alluminio-titanio (contenenti eventualmente piccole
quantità di altri metalli), ottenute con le tecniche di metallurgia
delle polveri: poiché conservano importanti proprietà meccaniche e
superficiali intorno a 1000 °C, hanno notevoli impieghi per
turbine in campo industriale e aerospaziale. Composti
inorganici e organici del nichel hanno applicazioni industriali come
catalizzatori di numerosi processi chimici
Il nichel ha la capacità di adsorbire grandi quantità di idrogeno e
per questo è usato come catalizzatore nelle idrogenazioni.
PRODUZIONE
La
metallurgia estrattiva del nichel dipende soprattutto dal tipo di
minerale trattato. I minerali a solfuri dai quali deriva circa il
60% della produzione totale di nichel subiscono un preventivo
arrostimento per eliminare parte dello zolfo. Il prodotto che ne
risulta viene quindi fuso per ottenere la cosiddetta “prima metallina” (ancora ricca in ferro e zolfo) e una scoria più leggera
che viene eliminata. La prima metallina viene quindi caricata fusa
insieme a quarzo in convertitori cilindrici orizzontali nei quali
viene inviata aria arricchita in ossigeno; dal fondo viene scaricata
una metallina finale dalla quale il nichel (presente al 50-70%)
viene separato per raffreddamento controllato fino a ottenere
l'ossido NiO. Quest'ultimo può essere commercializzato come tale o
può essere impiegato per produrre nichel metallico. Infatti dall'ossido per riduzione (con carbone o con idrogeno) si ottiene il
metallo, che viene quindi raffinato per via elettrolitica.
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Nuclide |
% *5 |
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58Ni |
67,76 |
| 60Ni |
26,16 |
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61Ni |
1,25 |
| 62Ni |
3,67 |
| 64Ni |
1,16 |
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*1 Relativo all'ossido con
valenza maggiore |
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*2
Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione |
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*3 Alla t =
20 °C e P = 1 atmosfera |
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*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera |
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*5 % = abbondanza in natura
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