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IL GERMANIO
CARATTERISTICHE GENERALI
Il
germanio, la cui esistenza era stata prevista nel 1865 da Newlands e nel
1869 da Mendeleev (che lo denominò ekasilicio), deve il suo nome alla
nazionalità del tedesco C.A. Winkler che per primo lo isolò nel 1886 dal
minerale argirodite.
È un
elemento relativamente raro (costituisce circa il 2-10-4 %
della crosta terrestre). I suoi minerali più importanti sono i solfuri
doppi (con Ag, Cu, Fe, Zn, As) argirodite, reinerite e germanite.
Chimicamente il germanio ha le proprietà di un semimetallo,
presenta
un aspetto metallico bianco-grigio, è duro, fragile
e a temperatura ambiente non viene
attaccato dall'acqua né dagli acidi cloridrico e solforico anche
concentrati, ma si discioglie (lentamente a freddo, più velocemente a
caldo) negli acidi ossidanti, negli alcali concentrati e nelle soluzioni
di perossido di idrogeno formando il biossido GeO2. All'aria
si ossida solo a temperature molto elevate (superiori a 700 °C); in tali
condizioni reagisce anche con gli alogeni formando i tetraalogenuri.
COMPOSTI
Nei
suoi composti il germanio presenta i seguenti numeri di ossidazione:
+4, -4, +2.
Tra
gli ossidi, il più importante è il biossido GeO2,
solido bianco di cui esistono diverse forme allotropiche; ha carattere
di acido debole, è solubile in alcali diluiti e con alcali concentrati
da i sali (i germanati, come per esempio l’ortogermanato di magnesio, Mg2GeO4).
Il
monossido di germanio GeO, è un solido cristallino di colore nero
che può essere ottenuto per riduzione del diossido con acido
ipofosforoso; non è un composto molto stabile e agisce come un energico
riducente.
Il
germanio forma diversi idruri, di formula generale GenH2n+2,
aventi fino a 9 atomi di germanio: sono composti abbastanza stabili
all'idrolisi in acqua, ma reagiscono violentemente con l'ossigeno
formando GeO2 e acqua.
Tra
i tetralogenuri che si possono preparare per reazione diretta tra
gli elementi, i più importanti sono il tetrafluoruro GeF4, il
tetrabromuro GeBr4 e il tetracloruro GeCl4. Per
riduzione dei tetralogenuri con germanio possono essere preparati i
corrispondenti dialogenuri, composti instabili che si comportano
da forti riducenti.
Il
disolfuro di germanio GeS2, è un solido bianco che può
essere ottenuto come precipitato facendo gorgogliare solfuro di idrogeno
in una soluzione acida di GeO2.
Composti organici del germanio. Sono note parecchie centinaia di tali composti, come per
esempio molti alcossidi di germanio, facilmente ottenibili per reazione
degli alogenuri di germanio con alcoli e fenoli.
Analogamente sono stati sintetizzati
moltissimi composti organogermanici, nei quali cioè il germanio è legato
direttamente al carbonio ed eventualmente anche ad atomi di alogeno o ad
altri atomi.
UTILIZZO
Le
proprietà elettriche del germanio lo pongono tra i semiconduttori,
sostanze caratterizzate dalla diminuzione della resistività elettrica
all'aumentare della temperatura: questa peculiarità lo rende
particolarmente adatto alla costruzione di diodi e transistori. Per
questo uso al germanio vengono aggiunte tracce di elementi trivalenti
(boro, gallio, indio) o pentavalenti (fosforo, antimonio, arsenico)
ottenendo una conducibilità per effetto rispettivamente delle cariche
positive o negative (elettroni). Nel primo caso il germanio si dice di
tipo p, nel secondo di tipo n.
Oltre che
nella costruzione di transistori, il germanio trova applicazione nella
fabbricazione di parti di apparecchiature ottiche (lenti e filtri) e
nella preparazione di leghe speciali (per esempio la lega germanio-oro
destinata a usi odontoiatrici).
PRODUZIONE
Il germanio viene ottenuto come
sottoprodotto di altre produzioni metallurgiche, come quelle dello
zinco, del rame e del piombo. In particolare, negli impianti
elettrolitici per la produzione di zinco, divenuti di sempre più
largo impiego per il minore inquinamento ambientale da essi
provocato, il germanio viene separato chimicamente dall'elettrolita
prima della fase di elettrolisi. Indipendentemente dal tipo di
processo metallurgico, i concentrati di germanio così ottenuti
vengono purificati facendoli reagire con acido cloridrico, con
formazione di cloruro di germanio facilmente distillabile dalla
soluzione dell'acido. Il cloruro di germanio viene quindi
idrolizzato a biossido che a sua volta viene ridotto a germanio con
idrogeno. Il germanio così ottenuto viene ulteriormente raffinato
con il procedimento di fusione a zone, per ottenere germanio
ultrapuro per usi elettronici.
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Nuclide |
% *5 |
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70Ge |
20,4 |
| 72Ge |
27,4 |
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73Ge |
7,8 |
| 74Ge |
36,6 |
| 78Ge |
7,8 |
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*1 Relativo all'ossido con
valenza maggiore |
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*2
Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione |
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*3 Alla t =
20 °C e P = 1 atmosfera |
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*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera |
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*5 % = abbondanza in natura
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