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CARATTERISTICHE GENERALI

 

Il ferro (il cui simbolo Fe è una abbreviazione della parola ferrum, il nome latino del metallo), è un metallo che in natura si trova allo stato elementare solo in piccole quantità nelle meteoriti (legato al nichel) e in alcuni piccolissimi giacimenti; combinato è enormemente diffuso, costituendo circa il 5% in peso della crosta terrestre, in ordine di abbondanza, secondo tra i metalli dopo l'alluminio. Esso è presente in quantità molto variabile praticamente in tutte le rocce, ma la sua estrazione è conveniente solo da giacimenti che ne contengono almeno il 30% circa.

I principali minerali del ferro, raramente puri, ma quasi sempre associati nel giacimento con altri minerali, sono gli ossidi, quali l'ematite Fe2O3, la magnetite Fe3O4, e la limonite Fe2O3 ∙ nH2O; di minore importanza sono i carbonati come la siderite FeCO3, e i solfuri come la pirite FeS2.

 

Ematite

Il ferro puro è un metallo bianco splendente, malleabile e duttile, ferromagnetico a temperatura ambiente. Se ne conoscono diverse forme allotropiche (o modificazioni cristalline). Il ferro α (ferrite), a reticolo cubico a corpo centrato, è stabile fino a 760 °C, temperatura alla quale si trasforma in ferro β, senza variazioni nel reticolo ma solo nelle proprietà magnetiche; tra i 910 e i 1400 °C è stabile la forma γ, cubica a facce centrate; sopra i 1400 °C, fino alla fusione, è stabile il ferro δ, con reticolo simile a quello del ferro α.

Il ferro reagisce lentamente con l'acqua all'aria ricoprendosi di ruggine (carbonato basico idrato), mentre rimane inalterato all'aria secca. Se arroventato può reagire con l'acqua liberando idrogeno; è facilmente attaccato dall'acido cloridrico e dall'acido solforico diluiti; non si scioglie in acido nitrico concentrato perché si forma uno strato compatto protettivo di ossido. Il ferro forma due serie principali di composti: i ferrosi (numero di ossidazione +2) e i ferrici (numero di ossidazione +3). I composti ferrici sono generalmente più stabili di quelli ferrosi, infatti che il ferro bivalente ha tendenza a ossidarsi a ferro+3.

Come tutti gli elementi di transizione, il ferro mostra una spiccata tendenza a formare complessi con un gran numero di leganti elettrondonatori, come per esempio F-, Cl-, OH-, H2O, NH3, CN-  o come lo ione ossalato e l'etilendiammina.

COMPOSTI

 

Il ferro a numero di ossidazione O è presente nei ferrocarbonili di formula Fe(CO)5 e Fe(CO)4, composti volatili che si formano per azione dell'ossido di carbonio (CO) sul ferro a temperatura fino a 200 °C; alla formazione di questi composti è dovuta la decarburazione di molti acciai.

 

Tra i composti del ferro bivalente possono essere annoverati principalmente l'ossido ferrico FeO, polvere nera instabile a temperatura ambiente (tende a trasformarsi nell'ossido ferroso ferrico Fe3O4 magnetico di cui sono costituite le comuni calamite); l'idrossido ferroso Fe(OH)2, massa gelatinosa verdastra che si ossida facilmente a idrato ferrico; il solfuro ferroso FeS di colore nero e il disolfuro ferroso o pirite (FeS2) estremamente diffuso in natura e principale materia prima per la produzione di acido solforico; il solfato ferroso FeSO4∙7H2O (preparato da ferro metallico e acido solforico) noto anche col nome di vetriolo verde, usato nella fabbricazione di inchiostri, come mordente e come disinfettante; il carbonato ferroso FeCO3 che si trova disciolto come bicarbonato Fe(HCO3)2 nelle acque ferruginose.

 

Pirite

I composti ferrici (ferro trivalente) comprendono: l'ossido ferrico o ematite Fe2O3, la principale materia prima per l'estrazione del ferro, polvere rosso-bruna usata   anche   come   pigmento; l'idrossido ferrico Fe(OH)3, massa gelatinosa rosso-bruna , il solfuro ferrico Fe2S3 che si trova in natura associato al solfuro di rame come calcopirite Cu2S∙Fe2S3; il cloruro ferrico FeCl3 assai solu­bile in acqua; il solfato ferrico Fe2(SO4)3 da cui derivano gli allumi.

Il ferro nello stato di ossidazione +2 e +3 forma alcuni composti di coordinazione a cominciare dai ferrocianuri Fe(CN)64- e dai ferricianuri Fe(CN)6 3-.

UTILIZZO

Il ferro allo stato puro è scarsamente usato, salvo che in certe analisi chimiche e nella fabbricazione di nuclei magnetici. Di impiego quasi esclusivo sono le sue numerose leghe, principalmente con carbonio (leghe ferro-carbonio), che danno ghise e acciai di fondamentale importanza nell'industria siderurgica.

PRODUZIONE

 

Dagli ossidi il ferro viene estratto per riduzione e carburazione con carbone negli altiforni, dove si forma inizialmente ghisa che può essere convertita in acciaio; il ferro può anche essere ottenuto dai prodotti solidi (ossidi di ferro) ottenuti come residuo nell'arrostimento delle piriti, ma si può anche ottenere per riduzione dell'ossido con alluminio (alluminotermia) o con idrogeno, oppure per elettrolisi di solfato ferroso in soluzione.

 

 

PROPRIETA' GENERALI

Nome Ferro
Simbolo Fe
Numero atomico 26
Periodo 4
Gruppo VIII b
Comportamento dell'ossido *1 Anfotero

PROPRIETA' ATOMICHE

Massa atomica (uma) *2 55,85
Elettronegatività  (Pauling) 1,8
Configurazione elettronica (Ar)3d64s2
Numeri di ossidazione +2 +3
Energia di 1a  ionizzazione (eV) 7,86
Raggio atomico (Å) 1,26

PROPRIETA' FISICHE

Stato di aggregazione *3 Solido
Temperatura di fusione (°C ) 1535
Temperatura di ebollizione (°C ) 2750
Densità  *4 7,86
Struttura cristallina Cubico corpo centrato

ISOTOPI

Nuclide % *5
54Fe 5,84
56Fe 91,68
57Fe 2,17
58Fe 0,31
 
 *1  Relativo all'ossido con valenza maggiore

 *2   Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere definita con precisione

 *3  Alla t = 20 °C e P = 1 atmosfera

 *4  per solidi e liquidi è espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1 atmosfera

 *5  % = abbondanza in natura

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