L’argento, il cui nome deriva dal greco àrghyros, da una radice indoeuropea che significa “lucente”, è un elemento raro in natura (circa 0,05 ppm nella crosta terrestre). I suoi principali minerali sono il solfuro (Ag2S: argentite e acantite), il cloruro (AgCl cerargirite) e alcuni solfuri doppi come AgCuS (stromeverite), Ag3SbS3 (pirargirite) e Ag3AsS3 (proustite); si trova inoltre allo stato nativo in piccole quantità in giacimenti superficiali.
L'argento è un metallo dalla tipica lucentezza, abbastanza tenero, estremamente duttile e malleabile, ed è il migliore conduttore termico ed elettrico conosciuto. È un metallo nobile, come è dimostrato dall'elevato valore del potenziale standard di riduzione, e (a pressione ordinaria) non è attaccato dall'ossigeno neppure a temperature superiori a quella di fusione. Nell'argento fuso l'ossigeno è molto solubile e si libera durante la solidificazione causando fratture nella massa solida. Inoltre non è attaccato dagli acidi non ossidanti e dagli alcali anche fusi, né dagli alogeni in assenza di acqua. Viene disciolto da acidi ossidanti come l'acido nitrico e l'acido solforico a caldo, si amalgama anche a freddo con il mercurio. Reagisce anche a freddo con lo zolfo o con il solfuro di idrogeno in presenza di ossigeno dando il solfuro Ag2S nero: questo è il motivo dell'imbrunimento dell'argento all'aria. Essendo molto sensibile agli agenti complessanti, l'argento è inoltre attaccato dai cianuri alcalini soprattutto in presenza di ossidanti con formazione di ioni complessi [Ag(CN)2]-.
Le soluzioni acquose dei sali di argento monovalente contengono lo ione Ag+ idratato, che ha una grande tendenza a fungere da accettore formando ioni complessi molto stabili con leganti inorganici come gli ioni CN-, Br-, SCN-, SH-, e con leganti organici: si formano solitamente specie bi-, tri- o tetracoordinate.
L'ossido di argento (Ag2O), nero, insolubile in acqua, si ottiene in forma idrata dalle soluzioni di sali di argento con alcali; per riscaldamento al di sopra dei 200°C circa si decompone negli elementi.
Gli alogenuri, e in particolare il cloruro (AgCl), bianco, e il bromuro (AgBr), giallognolo, sono insolubili in acqua e negli acidi ma solubili nei cianuri, nei tiosolfati e in ammoniaca. Il bromuro e, in minor misura, il cloruro e lo ioduro (AgI), per la loro proprietà di venire rapidamente ridotti a metallo annerendo per azione delle radiazioni anche visibili, vengono largamente impiegati nella preparazione di emulsioni per pellicole, carte e lastre sensibili per uso fotografico.
Il solfuro di argento (Ag2S), nero, insolubile in acqua e negli acidi non ossidanti, è tra i composti più stabili dell'argento.
Il nitrato di argento (AgNO3), che è anche il più importate composto di argento, viene ottenuto per azione dell'acido nitrico sul metallo. È un sale molto solubile in acqua, che fonde a 212°C e si decompone al di sopra dei 400°C, e viene impiegato per preparare la maggior parte dei composti dell’argento oltreché per le sue proprietà disinfettanti.
Il solfato (Ag2SO4), abbastanza solubile in acqua, è molto stabile, mentre il carbonato (Ag2CO3), ottenibile come precipitato giallo, si decompone in ossido e anidride carbonica già intorno ai 200°C.
L’azoturo di argento (AgN3), sale dell'acido azotidrico (HN3), e il fulminato (AgCNO), sale dell'acido fulminico (HCNO), se perfettamente secchi sono altamente esplosivi e vengono impiegati per inneschi (detonatori).
L'argento, date le sue caratteristiche di aspetto, di inerzia chimica e di facile lavorabilità, è stato fin dai tempi antichi ed è tuttora largamente impiegato per monete e in oreficeria. In queste applicazioni è solitamente utilizzato in leghe con rame (la lega all'80% di argento e 20% di rame è l'argento a 800 millesimi), oro e talvolta zinco, che risultano più dure e tenaci rispetto all'argento puro.
Un notevole consumo, forse il maggiore, si ha sotto forma di bromuro e altri alogenuri nell'industria fotografica, mentre altri sali sono impiegati per scopi farmaceutici e come catalizzatori di sintesi organiche. Altre utilizzazioni dell'argento, basate sulle sue ottime caratteristiche elettriche e sulla sua resistenza all'ossidazione, si hanno in elettrotecnica per contatti di alta qualità, in avvolgimenti per motori funzionanti a temperature elevate, in rivestimenti inalterabili e conduttori (generalmente su rame). In altri campi vengono largamente usati rivestimenti speculari in argento su vetri, metalli ecc.
L'argento trova anche impieghi terapeutici. Responsabile delle azioni farmacologiche è lo ione Ag+, che si libera in quantità più o meno abbondanti dai diversi composti contenenti il metallo. Lo ione Ag+ presenta infatti una spiccata affinità chimica per i substrati protidici e determina quindi la precipitazione delle proteine presenti nei materiali biologici con cui viene in contatto. È a causa di questo effetto di coagulazione proteica che si devono le caratteristiche azioni farmacologiche, di tipo batteriostatico, battericida, astringente e caustico, esplicate dalle varie preparazioni farmaceutiche a base di argento.
I minerali d'argento sono di regola associati ad altri minerali soprattutto di piombo e rame; da questi può essere convenientemente estratto come sottoprodotto l'argento se il suo tenore supera le 20 ppm circa. Uno dei procedimenti più usati è il processo Parkes: nella lavorazione di minerali argentiferi di piombo, l'argento si ritrova nel piombo grezzo ottenuto dall'arrostimento e riduzione del minerale; da questo viene estratto mediante aggiunta di circa il 2% di zinco alla massa fusa. Si forma una lega contenente praticamente tutto l'argento e lo zinco e una limitata quantità di piombo. Tale lega solidificando si separa facilmente dal piombo fuso sottostante. Lo zinco viene allontanato dalla lega per distillazione, e il residuo, contenente circa il 10% di argento, viene sottoposto a coppellazione, cioè fuso in un forno a riverbero nel quale viene immessa una forte corrente d'aria. Tutto il piombo si ossida a litargirio (PbO), che si separa in superficie come scoria e viene allontanato (e riciclato per la riduzione a piombo), mentre l'argento (ed eventualmente altri metalli nobili come oro, platino, palladio, rodio, osmio, iridio), che non si ossida, viene separato e successivamente raffinato per via elettrolitica.
| PROPRIETA' GENERALI | |
| Nome | argento |
| Simbolo | Ag |
| Numero Atomico | 47 |
| Periodo | 5 |
| Gruppo | I B |
| Comportamento dell'Ossido (*1) | anfotero |
| PROPRIETA' ATOMICHE | |
| Massa Atomica in uma (*2) | 107,9 |
| Elettronegetività (Pauling) | 1,9 |
| Numeri di Ossidazione | +1 |
| Energia di 1^ Ionizzazione (eV) | 7,57 |
| Raggio Atomico (Angstrom) | 1,44 |
| PROPRIETA' FISICHE | |
| Stato di Aggregazione (*3) | solido |
| Temperatura di Fusione (°C) | 962 |
| Temperatura di Ebollizione (°C) | 2212 |
| Densità (*4) | 10,5 |
| Struttura Cristallina | cubico facce centrate |
| *1 = Relativo all'ossido con valenza maggiore | |
| *2 = Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere definita con precisione | |
| *3= Alla t = 20 °C e P = 1 atmosfera | |
| *4 = per solidi e liquidi è espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1 atmosfera | |
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