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Nuclide |
% *5 |
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16O
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99,759 |
| 18O |
0,204 |
| 17O |
0,037 |
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*1 Relativo all'ossido
con
valenza maggiore |
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*2 Una
eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione |
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*3 Alla t
= 20 °C e P = 1 atmosfera |
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*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera |
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*5 % = abbondanza in natura
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CARATTERISTICHE GENERALI
Anche se già noto fin dall'antichità (forse dagli egizi) come un
componente dell'aria e in qualche modo in connessione con il fuoco,
venne preparato puro per la prima volta negli anni tra il 1771 e il
1774, indipendentemente e con diversi metodi, da J. Priestley e
C.W. Scheele. Entrambi però interpretarono i loro risultati secondo la
teoria del flogisto e denominarono l'ossigeno aria deflogisticata o aria
di fuoco: fu Lavoisier a identificare alcuni anni dopo 1'ossigeno come
un elemento e a riconoscerne, rigettando la teoria del flogisto, la
funzione nei fenomeni di combustione e respirazione. Essendo poi stato
identificato come componete di un grande numero di acidi, gli venne dato
più tardi il nome di ossigeno, che significa appunto "generatore di
acidi".
Nella crosta
terrestre l'ossigeno, combinato principalmente sotto forma di ossidi, di
carbonati e di silicati, è l'elemento più abbondante, e ne costituisce
il 46,6% in peso; l'acqua pura contiene l'88,81% in peso di ossigeno,
mentre l'aria contiene il 23% in peso di ossigeno libero.
L'ossigeno è un costituente fondamentale della materia vivente. Oltre a
entrare nella composizione dell'acqua, esso è presente nella struttura
dei carboidrati, delle proteine, dei lipidi e della maggior parte dei
composti chimici di cui sono formati le cellule e i tessuti
Nell'atmosfera terrestre la concentrazione media di ossigeno rimane
praticamente costante: le grandi quantità che vengono consumate dalla
respirazione degli organismi viventi, dalla putrefazione dei loro
relitti, dalle combustioni e dalla graduale ossidazione delle rocce
della crosta terrestre vengono infatti compensate dall'ossigeno che
viene immesso nell'atmosfera dalle piante attraverso la fotosintesi
clorofilliana. L'ossigeno è costituito da molecole biatomiche O2
che solo in condizioni particolari, per esempio sotto l'azione delle
scariche elettriche, si trasformano parzialmente in quelle triatomiche,
O3, dell'ozono: questa forma allotropica è però instabile e
si ritrasforma più o meno rapidamente nell'ossigeno comune. Le molecole
O2 sono molto stabili e solo a temperature elevatissime si
scindono reversibilmente in atomi liberi.
Alla grande
stabilità della molecola di O2 è dovuta la reattività
relativamente scarsa dell'ossigeno a temperatura ambiente. In
forma molecolare, l'ossigeno è notevolmente reattivo e può reagire con
molti elementi chimici
anche se in tempi molto lunghi. Per molti metalli la combinazione con
l'ossigeno è fortemente accelerata dalla presenza di tracce di umidità,
ma dipende molto anche dallo stato di suddivisione del metallo, e per
esempio i metalli come il ferro e il nichel, preparati a uno stato di
estrema suddivisione, si incendiano spontaneamente a contatto con
l’ossigeno puro. A temperatura elevata l'ossigeno diviene fortemente
reattivo: cosi una spirale rovente di ferro immessa in un'atmosfera di
ossigeno puro brucia con fiamma abbagliante trasformandosi nell'ossido
Fe2O3.
UTILIZZO
L'ossigeno
è il comburente utilizzato in tutte le combustioni industriali, tecniche
e per gli scopi domestici. In passato l'ossigeno puro era impiegato
quasi esclusivamente come comburente per la fiamma ossidrica e
ossiacetilenica e negli apparecchi clinici di rianimazione. Attualmente,
i consumi maggiori si hanno nelle acciaierie, dove esso ha in gran parte
sostituito l'aria prima utilizzata nel processo di conversione; grandi
quantità di ossigeno vengono inoltre utilizzate nella produzione
dell'idrogeno e dell'acetilene dai gas naturali e in quella dei vari
perossidi. Anche l'industria missilistica assorbe notevoli quantitativi
di ossigeno quale comburente per i motori.
PRODUZIONE
Piccole
quantità di ossigeno si possono preparare anche decomponendo per azione
del calore vari ossidi o sali metallici ricchi in ossigeno, di solito il
clorato o il permanganato di potassio:
2KClO3
→
2KCl+3O2
2KMnO4
→
K2MnO4+MnO2+O2
Largamente
utilizzata è stata anche l'elettrolisi dell'acqua, che si effettua
operando su soluzioni acquose al 20-30% di idrossido di sodio o di
potassio: oltre all'ossigeno si forma un volume doppio di idrogeno. Il
metodo elettrolitico è stato quasi del tutto abbandonato a causa degli
elevati consumi di energia elettrica che comporta ed è stato sostituito
dalla distillazione frazionata dell'aria liquida.
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