Fu scoperto (come ossido) nel 1978 da L.N. Vauquelin che gli diede il nome di glucinio (dal greco glykys, "dolce", a causa del sapore dolce dei suoi sali), mentre il nome berillio (da berillo, uno dei suoi minerali), gli fu dato da F. Wohler che lo isolò nel 1828. Il berillio è un metallo di colore grigio che in presenza di ossigeno si ricopre di un sottilissimo, compatto e aderente strato di ossido che protegge da ulteriore ossidazione il metallo sottostante. Il berillio è un elemento poco abbondante nella crosta terrestre.
Il berillo è il più importante minerale del berillio. Varietà pregiate di berillo, utilizzate come pietre preziose e gemme sono lo smeraldo, di colore verde intenso e l'acquamarina di colore verde mare. Altri minerali del berillio sono la fenacite e la bertrandite (silicati) e il crisoberillo (alluminato).
Il berillio è disciolto dall'acido cloridrico diluito mentre reagisce con acido solforico diluito sviluppando idrogeno. Reagisce solo lentamente con le soluzioni diluite di idrossidi alcalini, mentre quelle concentrate lo attaccano rapidamente.
L'inalazione anche di piccole quantità di berillio (o dei suoi composti) sotto forma di polvere o vapore provoca la berilliosi. La forma cronica di questa malattia è caratterizzata cianosi e da insufficienza respiratoria con tosse.
Nei suoi composti presenta lo stato di ossidazione +2 e manifesta una somiglianza con l'alluminio:
l'idrossido di berillio Be(OH)2 è anfotero e insolubile in acqua. Si ottiene per precipitazione con alcali dalle soluzioni di sali del metallo. Se viene riscaldato oltre i 500°C perde acqua trasformandosi in ossido.
I sali di berillio, come il cloruro di berillio BeCl2, il solfato di berillio BeSO4, il nitrato di berillio Be(NO3)2, in soluzione acquosa si comportano da acidi.
L'isotopo 9Be, unico isotopo naturale del berillio trova impiego nei reattori nucleari poichè dotato di una piccola sezione di cattura rispetto ai neutroni termici. Per le sue proprietà il berillio viene impiegato in piccola quantità nelle leghe leggere a base di alluminio e magnesio in quanto ne migliora le caratteristiche di inalterabilità. Grazie alla sua elevatissima resistenza al calore, l'ossido di berillio costituisce un pregiato materiale refrattario.
Il berillio metallico puro si può ottenere dal berillo trasformandolo dapprima in idrossido; dalla calcinazione dell'idrossido si ottiene l'ossido dal quale si può preparare il floruro di berillio, che viene ridotto termicamente a metallo in presenza di magnesio:
BeF2 + Mg → MgF2 + Be
Un altro processo di estrazione è quello elettrolitico, nel quale l'ossido, viene trattato con cloro e carbone , a 800°C trasformandolo nel cloruro BeCl2,
BeO + C + Cl2 → BeCl2 + CO
dal quale il berillio viene ottenuto per elettrolisi allo stato fuso.
| PROPRIETA' GENERALI | |
| Nome | Berillio |
| Simbolo | Be |
| Numero Atomico | 4 |
| Periodo | 2 |
| Gruppo | IIA |
| Comportamento dell'Ossido (*1) | Anfotero |
| PROPRIETA' ATOMICHE | |
| Massa Atomica in uma (*2) | 9,0122 |
| Elettronegetività (Pauling) | 1,5 |
| Numeri di Ossidazione | +2 |
| Energia di 1^ Ionizzazione (eV) | 9,32 |
| Raggio Atomico (Angstrom) | 1,12 |
| PROPRIETA' FISICHE | |
| Stato di Aggregazione (*3) | Solido |
| Temperatura di Fusione (°C) | 1278 |
| Temperatura di Ebollizione (°C) | 2970 |
| Densità (*4) | 1,85 |
| Struttura Cristallina | Esagonale |
| *1 = Relativo all'ossido con valenza maggiore | |
| *2 = Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere definita con precisione | |
| *3= Alla t = 20 °C e P = 1 atmosfera | |
| *4 = per solidi e liquidi è espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1 atmosfera | |
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