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Nuclide |
% *5 |
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55Mn |
100 |
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*1 Relativo all'ossido
con
valenza maggiore |
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*2 Una
eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione |
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*3 Alla t
= 20 °C e P = 1 atmosfera |
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*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera |
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*5 % = abbondanza in natura
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CARATTERISTICHE GENERALI
Il Manganese fu
ottenuto per la prima volta nel 1774 da J.G. Gahn per riduzione con
carbone del minerale pirolusite, già conosciuto fin dall'antichità. È un
elemento abbondante e diffuso in natura nelle rocce e nelle acque (si
trova al 12° posto in ordine di abbondanza) costituendo
complessivamente (mai libero, ma in composti corrispondenti
generalmente ai suoi stati di ossidazione +2, +3 e +4) circa lo 0,09%
della crosta terrestre. I minerali più importanti sono gli ossidi quali
la pirolusite, MnO2, l’hausmannite, Mn3O4, e la
manganite, Mn2O3∙H2O, nonché alcuni silicati e
carbonati. Quantità elevate di manganese (anche superiori al 30%) sono
frequentemente contenute in minerali di ferro quali la siderite e
l'ematite. Il manganese è
un elemento essenziale in piccole quantità alla vita degli animali e
delle piante, che lo assorbono dagli alimenti e dal terreno.
Il manganese elementare è un metallo
bianco-argenteo, che esiste in quattro forme allotropiche. Nella forma ά, che è quella termodinamicamente
stabile a temperatura ambiente, presenta caratteristiche meccaniche
simili a quelle del ferro, ma con una maggiore durezza e fragilità
rispetto a quest'ultimo. Il manganese è un metallo notevolmente
elettropositivo e reattivo. All'aria si ossida, lentamente a
temperatura ambiente, più velocemente ad alta temperatura, formando di
solito l'ossido Mn3O4 di colore bruno; reagisce
con l'acqua e con gli acidi diluiti, lentamente a freddo e più
velocemente a caldo, formando generalmente sali di manganese (II) e
sviluppando idrogeno. Alla temperatura opportuna reagisce direttamente
con molti non-metalli quali lo zolfo, il fosforo, il silicio, il
carbonio, l'azoto e gli alogeni; in atmosfera di cloro brucia con
formazione di cloruro di manganese, mentre può bruciare, al di sopra di
1200 °C circa, anche in atmosfera di azoto con formazione di nitruro di
manganese.
COMPOSTI
Come molti tra i metalli di transizione,
il manganese ha la possibilità di formare composti corrispondenti agli
stati di ossidazione da -3 a +7 compreso lo zero; tra questi i più
importanti sono quelli corrispondenti ai numeri di ossidazione +2, +4 e
+7.
Disciogliendo il manganese in acidi non
ossidanti si ottengono soluzioni di sali manganesi, contenenti lo ione
Mn2+ generalmente in forma di ione complesso, per esempio [Mn(H2O)6]2+,
esaquomanganese (II),
di
colore rosa chiaro. In ambiente alcalino lo ione Mn2+ non è
stabile, tendendo a ossidarsi gradualmente, attraverso lo stato +3, fino
a formare composti corrispondenti allo stato +4, quali per esempio il
diossido MnO2.
Sono noti almeno 5 diversi ossidi di
manganese: MnO, Mn2O3, Mn3O4,
MnO2, Mn2O7. Il diossido di manganese
(MnO2) corrisponde allo stato di ossidazione +4 del
manganese. È un solido di colore nero, in genere a struttura non
rigorosamente stechiometrica, insolubile in acqua e nelle soluzioni
acide e alcaline a freddo. A caldo può reagire con acidi e alcali,
comportandosi generalmente da ossidante. L’eptaossido di dimanganese
(Mn2O7), corrispondente allo stato di ossidazione
+7 del manganese, è un olio di colore verde, igroscopico, molto
instabile. Si comporta da energico ossidante, reagendo generalmente in
modo esplosivo anche a bassa temperatura con la maggior parte delle
sostanze organiche.
L’ idrossido manganoso, Mn(OH)2,
si ottiene come precipitato bianco gelatinoso trattando con idrossidi
alcalini le soluzioni dei sali contenenti Mn2+. In ambiente
alcalino è instabile all'aria, poiché si ossida rapidamente formando
l'ossido idrato, MnO(OH), di colore nero, corrispondente allo stato +3
del manganese.
Tra gli alogenuri i più stabili sono
quelli manganosi. Il dicloruro di manganese (cloruro manganoso: MnCl2)
è un solido cristallino di colore rosa, solubile in acqua (dalla quale
può cristalizzare con 2, 4 o 6 molecole); può essere preparato per
azione di acido cloridrico su carbonato manganoso.
Il difluoruro di manganese (fluoruro
manganoso: MnF2) trattato con fluoro gassoso forma il
trifluoruro (fluoruro manganico; MnF3) molto instabile.
È noto anche il tetrafluoruro di
manganese (MnF4) anch'esso molto instabile, soprattutto in
soluzione acquosa.
Il solfuro di manganese (MnS) è un solido
di colore verde, molto poco solubile in acqua; può essere preparato per
azione di idrogeno solforato su soluzioni contenenti lo ione Mn2+.
Tra i solfati il più importante è il solfato manganoso (MnSO4),
che si può preparare per trattamento della pirolusite con acido
solforico in presenza di un riducente. È un sale molto solubile in
acqua, dalla quale può cristallizzare in diversi idrati, con 1, 2 ,4, 5
o 7 molecole d'acqua.
Nello stato di ossidazione +6 il
manganese è noto in forma di ione manganato MnO42-, di colore
verde scuro, contenuto per esempio in un sale quale il manganato di
potassio (K2MnO4). Molto più importanti sono i
permanganati (derivati da un ipotetico acido permanganico HMnO4),
contenenti lo ione permanganato MnO4- e corrispondenti allo
stato di ossidazione +7 del manganese. Il permanganato di potassio
KMnO4 è un composto di colore violetto, stabile allo stato
solido a temperatura ambiente. In soluzione acquosa acida, il
permanganato si decompone lentamente con sviluppo di ossigeno:
4MnO4- + 4H3O+
→ 4MnO2 + 3O2 + 6H2O
È un energico ossidante e in presenza di
riducenti, a seconda del valore del pH, il manganese dello ione
permanganato passa dallo stato +7 agli stati +6 o +4 o +2.
UTILIZZO
Il
principale impiego del manganese (85-90%) si ha nella produzione di
leghe ferrose, in cui il ferromanganese viene usato sia come
disossidante e desolforizzante sia come alligante in piccole quantità
(0,5-2%) per aumentare tenacità e durezza in tutti i tipi di acciai al
carbonio. Sotto forma di silicomanganese o di manganese metallico viene
inoltre utilizzato per la produzione di acciai speciali al manganese
(10-15%) e a basso tenore in carbonio (< 1 %), non
magnetici e con elevata resistenza all'usura. Il manganese inoltre
entra nella composizione di molte leghe non ferrose a base di rame
(ottoni e bronzi speciali) e di leghe leggere a base di alluminio e
magnesio.
PRODUZIONE
Il manganese metallico puro viene
prodotto principalmente per via elettrolitica: il minerale viene
dapprima calcinato in ambiente riducente (per ridurre tutto il manganese
allo stato di ossidazione +2), quindi lisciviato con acido solforico
diluito. La soluzione viene purificata e quindi elettrolizzata in celle
a diaframma in fibre acriliche, che separa le zone anodica e catodica
per impedire la formazione di MnO2. I catodi sono di acciaio
inossidabile e
gli anodi
di piombo; al catodo si separa un manganese a purezza intorno al 99,94%.
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