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PROPRIETA' GENERALI

Nome Cromo
Simbolo Cr
Numero atomico 23
Periodo 4
Gruppo VI b
Comportamento dell'ossido *1 Anfotero

PROPRIETA' ATOMICHE

Massa atomica (uma) *2 52
Elettronegatività  (Pauling) 1,6
Configurazione elettronica (Ar)3d54s1
Numeri di ossidazione +2 +3 +6
Energia di 1a  ionizzazione (eV) 6,76
Raggio atomico (Å) 1,30

PROPRIETA' FISICHE

Stato di aggregazione *3 Solido
Temperatura di fusione (°C ) 1857
Temperatura di ebollizione (°C ) 2672
Densità  *4 7,14
Struttura cristallina Cubico corpo centrato

ISOTOPI

Nuclide % *5
50Cr 4,31
52Cr 83,76
53Cr 9,55
54Cr 2,38
 
 *1  Relativo all'ossido con valenza maggiore

 *2   Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere definita con precisione

 *3  Alla t = 20 °C e P = 1 atmosfera

 *4  per solidi e liquidi è espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1 atmosfera

 *5  % = abbondanza in natura

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CARATTERISTICHE GENERALI

Introvabile in natura allo stato elementare, il cromo venne individuato nel 1797 da L.N. Vauquelin e da M. Klaproth che, indipendentemente l'uno dall'altro, stavano conducendo una serie di studi sulla crocoite, o crocoisite, un minerale scoperto nel 1765, in una miniera degli Urali.

È un elemento non molto diffuso in natura (circa 100 ppm nella crosta terrestre), dove non si trova mai libero, ma combinato in diversi minerali tra i quali il più importante è la cromite, ap­partenente al gruppo degli spinelli. La formula ideale della cromite è FeCr2O4, corrispondente a un tenore del 67,9% di Cr2O3 e del 32,1% di FeO. Di norma però parte del ferro è sostituita dal magnesio e parte del cromo dall'alluminio; è spesso presente anche silicio.

Cromite

Il Cromo è un metallo bianco-argenteo, le cui proprietà meccaniche dipendono molto dalla purezza e dai trattamenti di lavorazione: è duttile solo se il tenore in diverse impurezze (H, C, N, O, S, Si) risulta inferiore a determinati limiti.

A temperatura ambiente il cromo è abbastanza resistente a molti agenti chimici (tra i quali l'ossigeno, anche in presenza di umidità) ma, viene facilmente attaccato dagli acidi non ossidanti diluiti (acido cloridrico, solforico, fluoridrico) con sviluppo di idrogeno e formazione di soluzioni blu-violetto di sali cromosi che all'aria si ossidano rapidamente a sali cromici. Non viene attaccato da acidi ossidanti quali gli acidi nitrico, clorico, perclorico e fosforico, poiché si passiva ricoprendosi di uno strato sottilissimo e compatto di ossido.

COMPOSTI

I principali composti del cromo corrispondono agli stati di ossidazione +2, +3 e +6; meno comuni sono i composti corrispondenti agli stati +4 e +5. Inoltre il cromo forma composti di coordinazione con leganti di tipo л , nei quali può presentare gli stati di ossidazione -2, -1, 0, +1.

Le soluzioni acquose blu-violetto di sali cromosi, che si ottengono sciogliendo il metallo in acidi diluiti, contengono lo ione Cr2+, che è un forte riducente. Infatti questo viene rapidamente ossidato al più stabile stato +3 sia dall'ossigeno dell'aria sia dalla stessa acqua in ambiente acido (con svolgimento di idrogeno). Lo ione Cr2+ da facilmente complessi, in genere a simmetria ottaedrica, con leganti sia neutri che anionici, quali per esempio lo ione esammino-cromo (II) [Cr(NH3)6]2+ ed esaciano-cromo (II) [Cr(CN)6]4- .Dalle soluzioni di sali cromosi può essere precipitato per alcalinizzazione l’idrossido Cr(OH)2, giallo.

L'ossido CrO si può preparare per ossidazione con acido nitrico o con aria dell'amalgama di cromo; è una polvere nera che per riscaldamento all'aria forma Cr2O3 e ha il carattere di ossido basico.

Tra i più stabili dei suoi sali vi è l'acetato cromoso, di colore rosso mattone, corrispondente alla formula (CH3COO)4Cr2∙(H2O)2.

 

Anche lo ione Cr3+ , presente nelle soluzioni dei sali cromici, tende a formare facilmente con leganti neutri o anionici ioni complessi esacoordinati ottaedrici, di colore verde o violetto, quali per esempio [Cr(H2O)6]3+, [Cr(NH3)6]3+, [CrF6]3-. Il principale composto del cromo (II) è l'ossido cromico Cr2O3 (triossido di dicromo), di colore verde. È un ossido anfotero: poco solubile in acqua, si discioglie in acidi dando soluzioni dalle quali, mediante aggiunta di alcali, può essere precipitato l'idrossido Cr(OH)3 verde. Questo si ridiscioglie in eccesso di base formando i cromiti, contenenti ioni complessi. Tutti i composti del cromo (III) sono facilmente ossidabili a composti del cromo (VI) in ambiente alcalino, mentre in ambiente acido tende ad avvenire il processo opposto.

L'ossido corrispondente allo stato di ossidazione +6 è il triossido di cromo CrO3, che si può preparare trattando con acido solforico concentrato soluzioni sature di dicromati. È un solido di colore rosso, molto solubile in acqua, che si comporta come un energico ossidante anche nei confronti delle sostanze organiche. È un ossido acido, e pertanto con basi da luogo ai cromati e ai dicromati, sali contenenti rispettivamente gli ioni CrO42- e Cr2O72-,  in equilibrio tra loro in soluzione acquosa:

CrO42- + H3O+ → HCrO4- + H2O

2HCrO4- Cr2O7 2- + H2O

In soluzione alcalina predomina lo ione CrO42- giallo, mentre in soluzione acida l'equilibrio viene spostato a destra con formazione dello ione Cr2O7 2- rosso. I più importanti tra questi sono il cromato di sodio Na2CrO4 e il dicromato di sodio Na2Cr2O7.

Tra i composti di coordinazione nei quali il cromo presenta numero di ossidazione O, si ricordano l’esacarbonile-cromo Cr(CO)6 e il dibenzene-cromo (C6H6)2Cr.

UTILIZZO

I maggiori consumi industriali di cromo si hanno nel rivestimento protettivo e decorativo (ottenuto solitamente per deposizione elettrolitica) di manufatti metallici (cromatura), e nella preparazione di diverse leghe. Tra queste, il nichelcromo (impiegato per usi elettrici) e vari tipi di acciaio, in particolare gli acciai inossidabili contenenti circa il 15-25% di cromo e il 5-20% di nichel.

Alcuni composti del cromo, tra i quali l'ossido Cr2O3 (verde cromo) e il cromato di piombo PbCrO4 (giallo cromo), hanno largo impiego come pigmenti nei prodotti vernicianti dei vetri e delle ceramiche, mentre altri sali (in particolare l'allume di cromo e il solfato basico di cromo) vengono impiegati per la concia dei pellami, nell’industria tessile e tintoria e per la preparazione di diversi prodotti chimici.

PRODUZIONE

II cromo metallico si ottiene a partire dall'ossido Cr2O3. Questo viene a sua volta preparato per fusione alcalina ossidante (all'aria) della cromite (in presenza anche di calcare) a 1100 °C circa:

2FeCr2O4 + 4Na2CO3 + 7/2O2  → 4Na2CrO4 + Fe2(CO3)3 + CO2

Segue una lisciviazione con acqua per separare come idrossidi insolubili il ferro e l'alluminio; la soluzione viene quindi acidificata e il dicromato separato per cristallizzazione:

2Na2CrO4 + H2SO4   →  Na2Cr2O7 + Na2SO4 + H2O

Il dicromato di sodio viene infine ridotto con zolfo, o con carbone, o con cloruro di ammonio o altri riducenti:

Na2Cr2O7 + 2C  →  Na2CO3 + CO + Cr2O3

La successiva riduzione dell'ossido Cr2O3 a metallo viene frequentemente effettuata tramite alluminotermia, reazione innescata con perossido di bario e ossido di magnesio, fortemente esotermica; ciò permette di operare in un contenitore refrattario, dal fondo del quale scende il cromo fuso a una purezza del 97-99%:

Cr2O3 + 2 Al → A12O3 + 2Cr

Se si desidera ottenere cromo a basso tenore in carbonio, si può effettuare la riduzione con silicio in presenza di calcare, al forno elettrico:

2Cr2O3 + 3Si + 3CaO  4Cr + 3CaSiO3

Altro metodo industriale per la preparazione del cromo metallico è quello elettrolitico.

 

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