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CARATTERISTICHE GENERALI
Introvabile in natura allo stato
elementare, il cromo venne individuato nel 1797 da L.N. Vauquelin e da M. Klaproth che,
indipendentemente l'uno dall'altro, stavano conducendo una serie di
studi sulla crocoite, o crocoisite, un minerale scoperto nel 1765, in
una miniera degli Urali.
È un elemento non molto diffuso in natura
(circa 100 ppm nella crosta terrestre), dove non si trova mai libero, ma
combinato in diversi minerali tra i quali il più importante è la
cromite, appartenente al gruppo degli spinelli. La formula ideale della
cromite è FeCr2O4, corrispondente a un tenore del
67,9% di Cr2O3 e del 32,1% di FeO. Di norma però parte del ferro è
sostituita dal magnesio e parte del cromo dall'alluminio; è spesso
presente anche silicio.
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Cromite |
Il Cromo è un metallo bianco-argenteo, le
cui proprietà meccaniche dipendono molto dalla purezza e dai trattamenti
di lavorazione: è duttile solo se il tenore in
diverse impurezze (H, C, N, O, S, Si) risulta inferiore a determinati
limiti.
A temperatura ambiente il cromo è
abbastanza resistente a molti agenti chimici (tra i quali l'ossigeno,
anche in presenza di umidità) ma, viene facilmente attaccato dagli acidi non ossidanti
diluiti (acido cloridrico, solforico, fluoridrico) con sviluppo di
idrogeno e formazione di soluzioni blu-violetto di sali cromosi che
all'aria si ossidano rapidamente a sali cromici. Non viene attaccato da
acidi ossidanti quali gli acidi nitrico, clorico, perclorico e
fosforico, poiché si passiva ricoprendosi di uno strato sottilissimo e
compatto di ossido.
COMPOSTI
I principali composti del cromo
corrispondono agli stati di ossidazione +2, +3 e +6; meno comuni sono i
composti corrispondenti agli stati +4 e +5. Inoltre il cromo forma
composti di coordinazione con leganti di tipo л , nei quali può
presentare gli stati di ossidazione -2, -1, 0, +1.
Le
soluzioni acquose blu-violetto di sali cromosi, che si ottengono
sciogliendo il metallo in acidi diluiti, contengono lo ione Cr2+,
che è un forte riducente. Infatti questo viene rapidamente ossidato al
più stabile stato +3 sia dall'ossigeno dell'aria sia dalla stessa acqua
in ambiente acido (con svolgimento di idrogeno). Lo ione Cr2+
da facilmente complessi, in genere a simmetria ottaedrica, con leganti
sia neutri che anionici, quali per esempio lo ione esammino-cromo (II) [Cr(NH3)6]2+ ed esaciano-cromo (II) [Cr(CN)6]4- .Dalle
soluzioni di sali cromosi può essere precipitato per alcalinizzazione
l’idrossido Cr(OH)2, giallo.
L'ossido CrO si può preparare per
ossidazione con acido nitrico o con aria dell'amalgama di cromo; è una
polvere nera che per riscaldamento all'aria forma Cr2O3
e ha il carattere di ossido basico.
Tra i più
stabili dei suoi sali vi è l'acetato cromoso, di colore rosso mattone,
corrispondente alla formula (CH3COO)4Cr2∙(H2O)2.
Anche lo
ione Cr3+ , presente nelle soluzioni dei
sali cromici, tende a formare facilmente con leganti neutri o anionici
ioni complessi esacoordinati ottaedrici, di colore verde o violetto,
quali per esempio [Cr(H2O)6]3+, [Cr(NH3)6]3+,
[CrF6]3-. Il principale composto del cromo (II) è
l'ossido cromico Cr2O3 (triossido di dicromo), di
colore verde. È un ossido anfotero: poco solubile in acqua, si
discioglie in acidi dando soluzioni dalle quali, mediante aggiunta di
alcali, può essere precipitato l'idrossido Cr(OH)3 verde.
Questo si ridiscioglie in eccesso di base formando i cromiti, contenenti
ioni complessi. Tutti i composti del cromo (III) sono facilmente
ossidabili a composti del cromo (VI) in ambiente alcalino, mentre in
ambiente acido tende ad avvenire il processo opposto.
L'ossido corrispondente allo stato di
ossidazione +6 è il triossido di cromo CrO3, che si può
preparare trattando con acido solforico concentrato soluzioni sature di
dicromati. È un solido di colore rosso, molto solubile in acqua, che si
comporta come un energico ossidante anche nei confronti delle sostanze
organiche. È un ossido acido, e pertanto con basi da luogo ai cromati e
ai dicromati, sali contenenti rispettivamente gli ioni CrO42-
e Cr2O72-, in equilibrio tra loro in soluzione
acquosa:
CrO42- + H3O+ →
HCrO4- + H2O
2HCrO4-
→ Cr2O7
2- + H2O
In
soluzione alcalina predomina lo ione CrO42- giallo, mentre in
soluzione acida l'equilibrio viene spostato a destra con formazione
dello ione Cr2O7 2- rosso. I più
importanti tra questi sono il cromato di sodio Na2CrO4
e il dicromato di sodio Na2Cr2O7.
Tra i
composti di coordinazione nei quali il cromo presenta numero di
ossidazione O, si ricordano l’esacarbonile-cromo Cr(CO)6
e il dibenzene-cromo (C6H6)2Cr.
UTILIZZO
I maggiori consumi industriali di cromo
si hanno nel rivestimento protettivo e decorativo (ottenuto
solitamente per deposizione elettrolitica) di manufatti metallici (cromatura), e nella preparazione di diverse leghe.
Tra queste, il nichelcromo (impiegato per usi elettrici) e vari tipi di
acciaio, in particolare gli acciai inossidabili contenenti circa il 15-25%
di cromo e il 5-20% di nichel.
Alcuni composti
del cromo, tra i quali l'ossido Cr2O3 (verde
cromo) e il cromato di piombo PbCrO4 (giallo cromo), hanno
largo impiego come pigmenti nei prodotti vernicianti dei vetri e delle
ceramiche, mentre altri sali (in particolare l'allume di cromo e il
solfato basico di cromo) vengono impiegati per la concia dei pellami,
nell’industria tessile e tintoria e per la preparazione di diversi
prodotti chimici.
PRODUZIONE
II cromo metallico si ottiene a partire
dall'ossido Cr2O3. Questo viene a sua volta
preparato per fusione alcalina ossidante (all'aria) della cromite (in
presenza anche di calcare) a 1100 °C circa:
2FeCr2O4 + 4Na2CO3
+ 7/2O2 → 4Na2CrO4 + Fe2(CO3)3
+ CO2
Segue una lisciviazione con acqua per
separare come idrossidi insolubili il ferro e l'alluminio; la soluzione
viene quindi acidificata e il dicromato separato per cristallizzazione:
2Na2CrO4 + H2SO4
→ Na2Cr2O7 + Na2SO4
+ H2O
Il dicromato di sodio viene infine
ridotto con zolfo, o con carbone, o con cloruro di ammonio o altri
riducenti:
Na2Cr2O7
+ 2C → Na2CO3 + CO + Cr2O3
La successiva riduzione dell'ossido Cr2O3
a metallo viene frequentemente effettuata tramite alluminotermia,
reazione innescata con perossido di bario e ossido di magnesio,
fortemente esotermica; ciò permette di operare in un contenitore
refrattario, dal fondo del quale scende il cromo fuso a una purezza del
97-99%:
Cr2O3 + 2 Al → A12O3
+ 2Cr
Se si desidera ottenere cromo a basso
tenore in carbonio, si può effettuare la riduzione con silicio in
presenza di calcare, al forno elettrico:
2Cr2O3 + 3Si + 3CaO
→ 4Cr + 3CaSiO3
Altro metodo industriale per la
preparazione del cromo metallico è quello elettrolitico.
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