*2 Una
eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione
*3 Alla t
= 20 °C e P = 1 atmosfera
*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera
*5 % = abbondanza in natura
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comprenderne il significato
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CARATTERISTICHE GENERALI
Il
potassio, il cui simbolo deriva dal nome latino kalium col quale
l'elemento fu designato in Germania, fu ottenuto per la prima volta da
H. Dayy nel 1807 per elettrolisi dell'idrossido fuso.
Il potassio è
abbondante in natura e costituisce in media il 2,40% in peso della
crosta terrestre; nell'acqua di mare il contenuto medio è dello 0,04%.
Data la sua altissima reattività chimica, e analogamente agli altri
metalli alcalini, il potassio in natura non si rinviene mai allo stato libero
ma combinato per lo più sotto forma di numerosi silicati, tra i quali
in particolare i feldspati, le miche, la leucite.
Allo
Stato elementare il potassio è un solido bianco-argenteo, lucente se
appena tagliato, a basso punto di fusione, molle e leggero. Appartiene
alla famiglia dei metalli alcalini: è pertanto un elemento fortemente
elettropositivo (ancora più reattivo del sodio) e si comporta
generalmente da energico riducente tendendo allo stato di ossidazione
+1. Con l'ossigeno dell'aria reagisce energicamente formando ossido e
superossido, mentre la reazione con l'acqua è tanto violenta da
provocare l'incendio dell'idrogeno sviluppato anche alla temperatura di
-100 °C. A causa della sua grande reattività, viene conservato e messo
in commercio in cubetti o bastoncini immersi in olio minerale, cherosene
o petrolio, verso i quali è inerte.
Reagisce
in modo quasi esplosivo con gli alogeni, con lo zolfo fuso, il fosforo e
gli acidi forti; meno violentemente reagisce con monossido di carbonio
e con ammoniaca gassosa (con la quale forma potassioammide KNH2). A
temperature più elevate reagisce con l'idrogeno, riduce a metalli gli
ossidi e i sali di diversi elementi metallici, e attacca la silice e
molti silicati; non reagisce invece con azoto, silicio e boro.
COMPOSTI
La chimica dei composti del potassio è molto semplice, perché
questo elemento, come gli altri della famiglia dei metalli alcalini,
risulta esclusivamente monovalente, con un carattere nettamente
metallico.
I composti del potassio a carattere
salino sono incolori, a meno che non derivino da anioni di per sé
colorati, e sono quasi tutti assai solubili in acqua, eccetto il
perclorato e pochi altri.
Bruciando il
potassio metallico con un eccesso di aria si formano l'ossido K2O
e il superossido KO2; con l'idrogeno al disopra dei 300°C
si trasforma nell' idruro KH, un solido bianco che reagisce
violentemente con l’acqua.
L'idrossido, KOH, comunemente indicato con i vecchi nomi di idrato di
potassio o di potassa caustica, è uno dei composti più noti e importanti
del potassio. E'
una base molto forte, più della soda caustica: la potassa caustica si
può ottenere purissima trattando il solfato di potassio con l'idrossido
di bario (potassa caustica alla barite). Si presenta in masse bianche
cristalline deliquescenti e viene messa in commercio in soluzione al 50%
oppure in pezzi, in polvere o scaglie, fusa in cilindri o pastiglie
(potassa caustica all'alcol). Allo stato fuso assorbe l'ossigeno
dell'aria. Viene usata nell' industria dei saponi e dei detersivi, dei
fiammiferi, come elettrolita per accumulatori al ferro-nichel o al
nichel-cadmio, come disidratante per gas.
Il
carbonato o potassa (K2CO3), polvere bianca
solubilissima in acqua, fortemente alcalina, viene prodotto su larga
scala secondo diversi procedimenti (p.e. per carbonatazione
dell'idrossido), o recuperato come sottoprodotto della sgrassatura della
lana, dai residui di lavorazione delle barbabietole da zucchero: è il
principale prodotto di partenza per la preparazione dei sali potassici
puri; viene adoperato nella fabbricazione dei vetri duri, di ceramiche e
di smalti; in molte applicazioni è preferito al carbonato di sodio per
la sua maggiore solubilità in acqua.
Il
nitrato di potassio, KNO3, o salnitro, è un noto costituente della
polvere pirica e conservativo alimentare.
Tra gli ossidi di potassio, il monossido
K2O, che con acqua forma l'idrossido, ha applicazioni
nell'industria vetraria e ceramica e in chimica come componente di
catalizzatori utilizzati in processi industriali. Il perossido (K2O2),
ottenibile per azione dell'ossigeno su una soluzione di potassio in
ammoniaca, a temperature prossime a quella di fusione (490 °C), è un
energico ossidante che tende a decomporsi in ossido e ossigeno. All'aria
si ossida facilmente a superossido (KO2).
UTILIZZO
Le applicazioni del potassio metallico sono
limitate; la maggior parte del metallo prodotto viene utilizzato per
ottenere il superossido KO2, il rimanente quasi tutto per trasformarlo
nelle leghe con il sodio che vengono usate come fluidi trasportatori di
calore e come reagenti in alcune produzioni chimiche. Un consumo
largamente maggiore trovano i sali di potassio: di questi, oltre il 90% della
produzione mondiale viene assorbito dall'impiego come fertilizzanti, il
rimanente viene usato particolarmente per la preparazione
dell'idrossido e di alcuni sali come il permanganato e il dicromato e
nella produzione del vetro.
PRODUZIONE
I silicati
naturali non sono convenientemente utilizzabili per l'estrazione
del potassio e dei suoi sali, essendo per lo più molto difficilmente
attaccabili dagli agenti chimici. Quello più facilmente attaccabile è la
leucite, diffusa e abbondante in molte rocce di origine vulcanica, che però, a causa di una serie di difficoltà
tecniche, non viene utilizzata sul piano industriale. Per l'estrazione
dei sali di potassio, dai quali si ottiene poi anche il metallo, si
utilizzano invece i minerali solubili che si rinvengono in grandi
giacimenti salini di origine marina accompagnati dal salgemma, e cioè
soprattutto la silvite o silvina (KCl) e la carnallite.
Silvite
La
produzione del potassio metallico, in origine (Davy, 1807) basata
sull'elettrolisi dell'idrossido di potassio fuso, è attualmente realizzata
facendo agire sul cloruro di potassio fuso il sodio metallico, operando in
speciali apparecchi nei quali il potassio metallico, che a mano a mano si
forma, distilla e i suoi vapori vengono condensati a parte. Infatti facendo reagire in ambiente anidro ad
alta temperatura il cloruro fuso con vapori di sodio; si stabilisce così
un equilibrio tra
Na + KCl = NaCl + K
che,
operando sulla temperatura, si può spostare nel senso di produrre
potassio puro ovvero una lega dei due metalli (sodio e potassio)
separabili per distillazione frazionata.
Il
potassio metallico si ottiene anche riducendo con carbone o silicio
l'idrossido o altri composti.