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Innalzamento ebullioscopico

Innalzamento ebullioscopico: formule ed esercizi

Un liquido entra in ebollizione quando la sua tensione di vapore uguaglia la pressione atmosferica.

Quando ad un solvente puro aggiungiamo un soluto non volatile, si è visto che si ha un abbassamento della tensione di vapore. Ciò rende necessaria una temperatura di ebollizione più elevata rispetto a quella del solvente puro.

Pertanto una soluzione bolle a una temperatura maggiore di quella del solvente puro; l'aumento del punto di ebollizione è chiamato innalzamento ebullioscopico.

Quindi, si definisce innalzamento ebullioscopico la differenza tra la temperatura di ebollizione della soluzione e la temperatura di ebollizione del solvente puro.

Come calcolare l'innalzamento ebullioscopico

L'aumento della temperatura di ebollizione Δteb di una soluzione rispetto a quella del solvente puro è direttamente proporzionale alla molalità (m) della soluzione:

innalzamento ebullioscopico

dove Δteb è l'innalzamento ebullioscopico, uguale alla temperatura di ebollizione della soluzione meno quella del solvente puro e Keb è la costante ebullioscopica.

Keb varia da solvente a solvente e per l'acqua vale 0,52 (°C · Kg) / mol.

innalzamento ebullioscopico

Diagramma di stato di una soluzione (in azzurro) confrontato al diagramma di stato dell'acqua (in blu). Si noti come la linea della tensione di vapore della soluzione slitti verso destra ed incontri l'ordinata P = 1 atm a temperature superiori a 100°C.

Se la sostanza disciolta è dissociata in ioni, bisogna anche introdurre il coefficiente i di Van't Hoff. Esso vale 2, 3, 4, .... a seconda del numero di ioni in cui l'elettrolita è dissociato. Si ha:

innalzamento ebullioscopico

Per esempio: nel caso del solfato di sodio (Na2SO4 → 2Na+ + SO42-) i = 3; nel caso dell'acido cloridrico (HCl → H+ + Cl-) i = 2.

Esercizi sulle proprietà colligative

Li trovi al seguente link: esercizi sulle proprietà colligative.

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