Il raggio atomico è il raggio di un atomo, espresso in nm (10-9 m), equivalente alla metà della distanza minima tra il nucleo dell'atomo considerato e il nucleo di un atomo uguale.
Per stabilire le dimensioni dei raggi atomici metallici si determina la distanza internucleare tra gli atomi nei cristalli (la misura dipende dalla struttura cristallina).
Se il legame chimico tra due atomi è covalente si parla di raggio covalente; questo si calcola dividendo per due la distanza internucleare tra due atomi uniti da legame covalente semplice. Per esempio il valore del raggio covalente dell'atomo di fluoro (F) è stimato in 0,072 nm, in quanto la distanza internucleare dei due atomi di F nella molecola biatomica F2 è pari a 0,144 nm. Per gli atomi dei gas nobili si può utilizzare il valore della distanza minima alla quale si possono avvicinare due atomi gassosi.
Il raggio atomico in un gruppo aumenta procedendo verso il basso; infatti scendendo lungo un gruppo:
• gli elettroni vanno a collocarsi in orbitali più esterni, quindi più lontani dal nucleo;
• La carica elettrica del nucleo è schermata dagli elettroni più interni. Il nucleo pertanto attrae con minor forza gli elettroni più esterni.
In un periodo, procedendo verso destra, il raggio atomico diminuisce; infatti procedendo verso destra:
• aumentano il numero di elettroni ma tutti sono collocati nello stesso livello di energia e quindi alla medesima distanza dal nucleo;
• il maggior numero di protoni non viene schermato in modo efficace dagli elettroni già presenti tutti equidistanti dal nucleo.

In figura è rappresentato l'andamento del raggio atomico nella tavola periodica. In basso a sinistra della tavola periodica sono collocati gli elementi con raggio atomico maggiore, mentre in alto a destra quelli con raggio atomico minore.
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