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Lipidi
I lipidi, dal greco “lipos” ossia “grasso”,
comprendono numerose sostanze accomunate dal fatto di essere
insolubili in acqua e solubili in soluzioni apolari come
cloroformio, etere e molti liquidi organici.
La grande maggioranza dei lipidi è rappresentata dai
trigliceridi, molecole di dimensioni variabili ma
generalmente più ridotte di glucidi e proteine derivanti
dall’esterificazione del glicerolo (o glicerina, un alcol a
3 atomi di carbonio caratterizzato da 3 gruppi ossidrilici)
con tre acidi grassi (acidi carbossilici caratterizzati da
una lunga catena di C spesso di numero pari):

I trigliceridi si differenziano per il tipo di acidi grassi
(Tabella 1) cui il glicerolo
è legato. Questi possono essere saturi (prevalentemente nel
mondo animale) quando i C sono legati tra loro da legame
semplice oppure insaturi quando sono presenti tra i C uno o
più legami doppi (prevalentemente nel mondo vegetale). Data
la diversa energia dei legami, la temperatura di fusione
degli acidi grassi insaturi è inferiore a quella del
corrispondente saturo: gli oli vegetali poiché insaturi si
trovano allo stato liquido a condizioni ambiente, mentre
nelle medesime condizioni i grassi animali sono generalmente
solidi. Oltre che dal grado di insaturazione, lo stato
fisico dell’acilglicerolo dipende anche dalla lunghezza
della catena carboniosa: più lunga è la catena maggiore è la
temperatura di fusione.
In particolare, se gli acidi grassi che esterificano il
glicerolo sono uguali tra loro il trigliceride si dice
semplice, altrimenti si dice misto.
L’organismo umano è in grado si sintetizzare autonomamente
quasi tutti gli acidi grassi di cui ha bisogno a partire
dagli altri principi nutritivi, ad eccezione degli AGE
(acidi grassi essenziali), cosiddetti poiché necessari alle
funzioni vitali e disponibili esclusivamente se introdotti
mediante la dieta. Gli acidi grassi essenziali sono l’acido
linoleico (ω-6) e l’acido linolenico (ω-3):
l’organismo umano non è in grado di deidrogenare gli ultimi
6 atomi di C, quelli dalla parte del gruppo metile, ma
disponendo degli AGE è in grado di sintetizzare tutti gli
altri polinsaturi mediante enzimi che favoriscono la
condensazione di più catene e la deidrogenazione dei C
successivi al 6. Una carenza di AGE, rara nell’uomo (si
manifesta solo in seguito all’assunzione di quantità
inferiori all’1% per alcuni mesi), causa dermatite, pelle
secca e squamosa, aumentata sensibilità alle infezioni.
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ACIDI GRASSI |
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SATURI |
acido stearico |

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acido palmitico |

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MONOINSATURI |
acido oleico |

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POLINSATURI |
acido linoleico |

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acido linolenico |

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Tabella 1. Acidi grassi più
comuni.
I trigliceridi sono lipidi di deposito con funzione
di riserva energetica concentrata (i grassi accumulano sei
volte l’energia, a parità di peso, del glicogeno),
isolamento termico (es. strato di grasso sottocutaneo),
protezione degli organi dagli urti (es. grasso che circonda
i reni).
Esistono poi altri tipi di lipidi che, sebbene meno
significativi quantitativamente svolgono nell’organismo
importanti funzioni:
▪
Monogliceridi: il glicerolo è legato ad un
solo acido grasso, mantenendo liberi due gruppi ossidrilici.
▪
Digliceridi: il glicerolo è legato a due acidi
grassi, mantenendo libero un solo gruppo ossidrilico.
Digliceridi e monogliceridi sono forme intermedie durante
l’idrolisi che gli enzimi (essenzialmente la lipasi
pancreatica) effettuano sui lipidi durante la digestione.
▪
Fosfolipidi
-
Fosfogliceridi: un acido grasso di un
trigliceride è sostituito da un gruppo fosfato (a sua volta
esterificato con un alcol).

A questa famiglia appartengono le lecitine (dal greco
lekitos = tuorlo) che ne costituiscono i principali
rappresentanti: sono importanti costituenti cellulari e in
particolare delle cellule nervose e si ritrovano in numerosi
alimenti (semi di soia, germe di grano, tuorlo d’uovo,
additivi emulsionanti date le proprietà anfipatiche,
additivi antiossidanti in quanto insaturi, integratori
dietetici a base di lecitina di soia). È stato appurato che
tali sostanze favoriscono la rimozione del colesterolo dalle
arterie, dei grassi dal fegato e determinano un aumento
delle capacità di apprendimento e di memorizzazione.
-
Sfingolipidi: in questo caso il glicerolo è
sostituito dalla sfingosina (o dai suoi derivati) ossia un
amminoalcol insaturo. Ad esso si lega un acido grasso a
formare il ceramide da cui derivano tutti gli sfingolipidi.
Tra questi i più comuni sono le sfingomieline, presenti
nelle membrane plasmatiche e nelle guaine mieliniche delle
fibre nervose, ove il gruppo ossidrilico libero della
sfingosina crea un legame estere con la fosforilcolina o
altre sostanze simili.

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Glicolipidi
-
Glicosildiacilgliceridi: formati da una
molecola di glicerolo, due molecole di acidi grassi e una
molecola di zucchero. In particolare lo zucchero costituisce
la testa polare e idrofila della molecola, mentre a. grassi
e glicerolo la coda apolare e dunque idrofoba.

-
Glicosfingolipidi: formati da una molecola di
sfingosina, una molecola di acido grasso e una molecola di
zucchero. In particolare lo zucchero costituisce la testa
polare e idrofila della molecola, mentre a. grasso e
sfingosina la coda apolare e dunque idrofoba.

Fosfolipidi e glicolipidi sono caratterizzati dalla presenza
di una testa polare o comunque carica elettricamente
(zucchero, gruppo fosfato) così da presentare sia una parte
idrofila (polare) sia una idrofoba (apolare). Se posti in
soluzione acquosa essi tendono a disporsi con le teste
rivolte verso la soluzione e le code raggruppate all’interno
(Figura 1) e questo è il
principio di composizione delle membrane cellulari da cui la
funzione strutturale di queste macromolecole:
assumendo la disposizione a doppio strato, tali molecole
conferiscono alle membrane, in virtù dello strato interno
apolare, impermeabilità nei confronti degli ioni e dei più
importanti composti biologici (zuccheri, amminoacidi,
proteine, etc.) e, in virtù della coesione tra le code
apolari, flessibilità che impedisce rotture in seguito a
bruschi movimenti.

Figura 1
▪
Cere: sono esteri di alcoli
monossidrilici con acidi grassi ad elevato numero di atomi
di carbonio; si trovano con funzione protettiva a
rivestire il tegumento, il pelo, il piumaggio, le foglie ed
i frutti, nonché sull’esoscheletro di molti insetti. La cera
d’api e la lanolina (ricavabile dal grasso della lana) ne
fanno parte.
▪
Colesterolo: il colesterolo ha
una struttura molecolare piuttosto dissimile a quella della
maggior parte dei lipidi ma viene annoverato in questo
gruppo per la sua insolubilità in acqua. Esso è costituito
da 4 anelli carboniosi (di cui uno dotato di un groppo –OH
che conferisce proprietà alcoliche) legati tra loro ed una
coda idrocarburica. Fanno parte della famiglia dei lipidi
molte sostanze a base di colesterolo: gli steridi (esteri
del colesterolo con un acido grasso), gli acidi biliari, gli
ormoni sessuali e altri composti steroidei.

Il colesterolo è un componente delle membrane cellulari
(ad eccezione delle cellule batteriche): il 25% del peso
secco della membrana cellulare del globulo rosso è
colesterolo ed esso costituisce il componente principale
della guaina mielinica (la membrana lipidica che avvolge le
fibre nervose ad alta conducibilità per velocizzare
l’impulso nervoso). È inoltre il precursore di importanti
ormoni e degli acidi biliari.
Esso può essere di origine esogena se assunto attraverso
l’alimentazione (carne e in particolare cervello, latticini,
tuorlo d’uovo) o di origine endogena se sintetizzato dal
fegato a partire da acidi grassi insaturi, in quantità
inversamente proporzionale alla quantità introdotta con la
dieta. Nel caso nell’organismo scarseggino gli insaturi, il
fegato utilizza per la suddetta sintesi acidi grassi saturi;
tuttavia in tal caso si formano composti scarsamente
solubili che si depositano nelle arterie, favorendo la
formazione delle placche ateromatose. Di conseguenza una
dieta ricca di acidi grassi saturi o direttamente di
colesterolo favorisce l’insorgere dell’aterosclerosi, una
malattia in cui il deposito di colesterolo sul rivestimento
interno dei vasi sanguigni può causare l’ostruzione di
un’arteria , quindi, un attacco di cuore.
La digestione delle molecole lipidiche avviene interamente
nell’intestino. Anzitutto esse subiscono una decomposizione
fisica per azione dei sali biliari che con la loro azione
emulsionante preparano il substrato alla successiva azione
chimica. L’idrolisi delle microparticelle lipidiche avviene
per opera di enzimi:
lipasi pancreatica: idrolizza i trigliceridi a
2-monogliceridi e acidi grassi in quanto non è in grado di
spezzare il legame tra glicerolo e acido grasso in posizione
2
colesterolo-esterasi: idrolizza il legame estere tra
colesterolo e acido grasso, nonché quello dei
2-monogliceridi
fosfolipasi pancreatica: idrolizza il legame in posizione 2
tra un acido grasso e un fosfolipide
I prodotti finali dell’idrolisi enzimatica dei lipidi nel
condotto intestinale sono dunque: glicerolo, acidi grasso,
2-monogliceridi, colesterolo, lisofosfolipidi. Tali sostanze
passano nelle cellule epiteliali per semplice diffusione
insieme alle vitamine liposolubili.
Glicerolo acidi grassi a catena corta vengono trasportati
direttamente al fegato per la sintesi di colesterolo e
derivati. Gli altri composti vengono riassemblati in lipidi
complessi e inglobati in chilomicroni, lipoproteine
costituite da un cuore lipidico idrofobo ed un rivestimento
esterno proteico idrofilo dedicate al trasporto delle
suddette nel plasma sanguigno; qui i rivestimenti vengono
distrutti mano a mano e i lipidi vengono assorbiti dalle
varie cellule dell’organismo per diffusione, previa idrolisi
per opera della lipasi lipoproteica presente negli endoteli
dei capillari. In particolare, tali grassi possono essere
utilizzati dalle varie cellule per scopi energetici o
accumulati come riserva energetica nelle cellule del tessuto
adiposo.
L’apporto lipidico generalmente raccomandato ammonta al
20-30% delle calorie totali, diminuendo con il progredire
dell’età. Inoltre molto importante è la qualità degli acidi
grassi assimilati: gli a. grassi saturi non dovrebbero
superare il 10% delle calorie totali ed è fondamentale
preferire i lipidi vegetali a quelli animali anche per la
necessità di assumere gli AGE.
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