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IL CARBONIO
Quale
introduzione alla chimica degli alimenti, risulta necessario
considerare uno degli elementi che gioca senza ombra di
dubbio il ruolo principale nel mondo degli organismi
viventi: il carbonio (C). Non a caso esiste una
branca della chimica che si occupa di questo elemento e dei
suoi molteplici composti denominata “Chimica Organica”
in quanto ad essi fa riferimento gran parte della struttura
e della funzionalità degli organismi viventi.
Motivo di
una così massiccia presenza nel mondo vivente è la natura
stessa dell’elemento carbonio ben sintetizzata dalla sua
collocazione nella Tavola Periodica degli Elementi (Figura 1):
●
posizione
numero 6:
numero atomico = numero di elettroni = 6
●
blocco
secondo:
necessità di completamento degli orbitali di tipo p (anziché
s, d, f)
●
gruppo IV:
4 elettroni nel livello energetico più esterno dell’atomo
●
periodo 2:
secondo livello energetico da completare
●
non
metallo
tangente alla linea di separazione, ossia tendenza a
costituire legami di tipo covalente
 
Figura 1
Quanto sopra detto significa
che il carbonio tende a formare tanti legami covalenti
quanti sono gli elettroni del suo livello più esterno al
fine di raggiungere l’ottetto ossia la configurazione più
stabile in quanto simile a quella del gas nobile (così detto
perché non reattivo) più vicino, il Neon. In tal modo, non
solo le unità molecolari cui il carbonio dà origine sono
geometricamente molto regolari (tetraedro) e caratterizzate
dal massimo numero possibile di legami covalenti, ma ciò
viene raggiunto nel minor spazio possibile (configurazione
poco ingombrante) dato il basso numero di elettroni
(posizione alta nella Tavola Periodica).
Per
comprendere appieno la peculiarità del carbonio, lo si
confronti con il silicio (simbolo chimico Si), uno degli
altri elementi più presenti in natura sebbene più legato al
mondo minerale: esso appartiene allo stesso gruppo del C e
dunque ha una configurazione elettronica analoga e
altrettanto ottimale (numero di elettroni di valenza =
numero orbitali di valenza); d’altra parte, per
l’appartenenza al periodo successivo e dunque per la
presenza di 10 elettroni sul livello energetico 2, l’atomo
di Si risulta molto più ingombrante e dunque incapace di
instaurare legami molto forti data la lontananza obbligata
dal nucleo.
Allo
stesso modo, nel Boro (B) i soli 3 elettroni del livello
energetico più esterno disponibili per formare legami
covalenti non sono sufficienti a raggiungere l’ottetto (si
può arrivare al massimo a 6) e così le catene di atomi che
si formano saranno instabili e reattive per carenza di
ottetto; contemporaneamente la stessa geometria delle
molecole così formate risulterà poco compatibile con la
formazione di legami multipli.
Infine,
l’azoto (N) presenta 5 elettroni sul livello energetico
esterno con un eccesso di due elettroni rispetto al numero
di legami covalenti necessari al raggiungimento dell’ottetto
che, sebbene non impegnati in legami, interagiscono
elettrostaticamente e repulsivamente con gli atomi legati.
In definitiva, le versatili
proprietà chimiche del C gli permettono di dar luogo a
catene di atomi (lineari, ramificate, aperte e chiuse)
tramite legami covalenti (semplici e multipli) con se stesso
o con etero-atomi, soprattutto idrogeno (H), azoto (N),
ossigeno (O), fosforo (P) e zolfo (S). Quale espediente
mnemonico si consiglia di ricordare la sigla
CHNOPS!
Classificazione dei
composti organici fondamentali
Criteri di discriminazione sono:
●
tipo di
etero-atomi (e gruppi funzionali) legati al C
●
tipo di catena (lineare o ciclica)
●
tipo di
legami fra gli atomi di C (semplici o multipli)
In particolare, gli atomi
o gruppi di atomi legati al carbonio giocano un ruolo
fondamentale in quanto possono modificare la naturale
tendenza del carbonio a formare, grazie alla regolarità
geometrica del tetraedro e alla media elettronegatività del
suo atomo, molecole apolari e dunque idrofobe (l’acqua è
costituita da molecole polari e quindi tende a sciogliere
molecole altrettanto polari). Si veda al proposito Tabella 1.
|
Gruppo funzionale |
Nome |
Descrizione |
|

|
Ossidrilico -OH |
Polare e solubile in acqua
(tende a formare legami a idrogeno) |
|

|
Carbossilico -COOH |
Acido debole (tende alla forma
-COO- perdendo un H+) |
|

|
Amminico –NH2 |
Base debole (tende
alla forma –NH3+ acquistando
un H+) |
|

|
Aldeidico -COH |
Polare e solubile in acqua |
|

|
Chetonico =CO |
Polare e solubile in acqua |
|

|
Fosfato –PO3H2 |
Acido (tende alla forma –PO32-
perdendo due H+) |
Tabella 1
Segue la classificazione:
1.
IDROCARBURI (solo C e H)
▪
Saturi o paraffine (solo legami semplici tra C
e per questo poco reattivi)
-
Alcani (catene aperte CnH2n+2,
-ano): metano, etano, propano, butano, pentano, esano, ...
icosano (20C), etc.

Met-ano CH4
-
Cicloalcani o nafteni (catene chiuse CnH2n,
ciclo- -ano)
▪
Insaturi (legami multipli tra C)
-
Alcheni (catene aperte con un solo legame
doppio CnH2n, -ene)
-
Poliacheni (catene aperte con più di un legame
doppio, -diene e –triene)
-
Cicloalcheni (catene chiuse con uno o più
legami doppi, ciclo- -ene e –diene e -triene)
-
Aromatici (generalmente composti da catene
chiuse di sei atomi C con tre doppi legami, da cui i
radicali arilici)
oppure 
Benzene C6H6 (il radicale - C6H5
si chiama fenile)
-
Alchini (catene aperte con un triplo legame CnH2n-2,
-ino)

Etino o Acetilene C2H2
2.
ALCOOLI (-OH, acidi/basi)

Etanolo o alcool etilico CH3-CH2(OH)

Glicerolo o glicerina = propantriolo CH2(OH)-CH(OH)-CH2(OH)
3.
ETERI (R-O-R)

Etere difenilico (arilico-arilico)
4.
FENOLI (-OH su idrocarburo aromatico, acidi più forti
degli alcooli)

Fenolo
5.
ACIDI CARBOSSILICI (-COOH, acidi)

Acido acetico CH3-COOH
6.
ANIDRIDI (cosiddette perché si possono ottenere dalla
disidratazione di acidi)

Anidride acetica
7.
CHETONI (=CO)

Chetone Acetone o propan-one
Il gruppo chetonico caratterizza alcuni
zuccheri.
8.
ALDEIDI

Aldeide Aldeide formica
o formaldeide
o metan-ale
Il gruppo
chetonico caratterizza alcuni zuccheri.
9.
ESTERI (-COO-, dalla condensazione fra un alcool e un
acido)
Come si vedrà in seguito i grassi
sono esteri della glicerina con acidi carbossilici ad
elevato numero di atomi C (acidi grassi).
Inoltre alcune importanti materie
plastiche (i poliesteri) sono esteri di acidi
bicarbossilici (o anidridi) e alcoli con almeno due gruppi
-OH
1.
AMMINE (-NH2)
Il gruppo amminico e il gruppo
carbossilico possono essere contemporaneamente presenti in
composti detti amminoacidi che per polimerizzazione
(policondensazione) tra loro danno luogo a peptidi e
proteine

Amminoacido generico

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