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Stafilococco

Cosa si intende per stafilococco?

Lo stafilococco o Staphylococcus è un genere di batterio Gram positivo, le cui cellule di forma approssimativamente sferica tendono a rimanere unite dopo la divisione cellulare formando aggregati che ricordano grappoli d’uva (in greco staphylos).

Gli stafilococchi sono aerobi facoltativi, catalasi positivi (caratteristica che li distingue dagli streptococchi) e tollerano abbastanza bene condizioni di essiccamento e alte concentrazioni di sali.

stafilococchi

Immagine al microscopio elettronico a scansione che mostra le tipiche associazioni “a grappolo” delle cellule di batteri del genere Staphylococcus.

Ecologia ed importanza clinica degli stafilococchi

Al genere Staphylococcus appartengono specie commensali e parassite dell’uomo e degli animali, occasionalmente responsabili di gravi infezioni, principalmente in soggetti debilitati.

Tra le malattie più comunemente provocate dagli stafilococchi si ricordano: impetigine, follicoliti, foruncolosi, polmoniti, osteomieliti, artriti, endocarditi e meningiti.

Alcune specie producono biofilm che può colonizzare vari dispositivi medici, come cateteri, protesi, valvole cardiache e compromettere notevolmente lo stato di salute dei soggetti ospedalizzati.

Le complicazioni riscontrabili in ambito ospedaliero sono ulteriormente aggravate dalla crescente diffusione della resistenza a un elevato numero di antibiotici.

Le specie rilevanti da un punto di vista clinico sono divise in due gruppi: coagulasi positivi (S.aureus) e coagulasi negativi o CoNS (S.epidermidis, S.haemolyticus e S.saprophyticus).

Staphylococcus aureus

Il batterio Staphylococcus aureus è un costituente della flora microbica del tratto respiratorio superiore e della cute dell’uomo. Si caratterizza per avere una pigmentazione di colore giallo.

Staphylococcus aureus può provocare gravi infezioni se le difese immunitarie dell’ospite si indeboliscono a causa di ferite, malattie debilitanti, cambiamenti ormonali, trattamento con steroidi o altri farmaci che compromettono il sistema immunitario.

La patogenicità di alcuni ceppi di Staphylococcus aureus si deve alla produzione di vari fattori di virulenza, come emolisine (inducono la lisi dei globuli rossi), coagulasi (porta alla formazione di un coagulo di fibrina attorno alle cellule batteriche proteggendole dalla fagocitosi), leucocidina (distrugge i leucociti e induce la formazione di pus) e vari enzimi in grado di demolire la matrice extracellulare dei tessuti.

Oltre alle condizioni patologiche citate nel paragrafo precedente, alcuni ceppi di Staphylococcus aureus sono responsabili della sindrome da shock tossico (TSS), i cui sintomi tipici sono vomito, febbre alta, esantema, diarrea.

La TSS insorge spesso in conseguenza di interventi chirurgici ed è mortale nel 70% dei casi. Negli anni passati era diffusa anche tra le donne che usavano tamponi vaginali.

Altri ceppi di Staphylococcus aureus sono responsabili di alcune forme di intossicazione alimentare a seguito del rilascio dell’enterotossina A, una tossina termostabile.

Staphylococcus epidermidis

Staphylococcus epidermidis è presente nella flora microbica di pelle e mucose, soprattutto in aree come ascelle, narici e testa.

Considerato un batterio innocuo, Staphylococcus epidermidis è tuttavia il principale stafilococco coagulasi negativo, seguito da Staphylococcus haemolyticus, causa di varie infezioni opportuniste in ambito ospedaliero.

La patogenicità di Staphylococcus epidermidis si deve soprattutto alla produzione di biofilm, mediante cui è in grado di colonizzare varie superfici, comprese quelle dei dispositivi medici come valvole, protesi e cateteri.

Il biofilm è una pellicola che si forma sulle superfici di diversi materiali a seguito dell’aggregazione di più cellule batteriche e della secrezione di una matrice attorno, impermeabile a numerose sostanze chimiche tra cui gli antibiotici. La formazione di biofilm su alcuni tipi di dispositivi medici da parte di Staphylococcus vepidermidis è una delle principali cause di infezioni in ambito ospedaliero in soggetti debilitati, cateterizzati o che hanno subito degli interventi chirurgici.

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