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Plancton

Che cos'è il Plancton?

Il nome plankton deriva dal greco πλαγκτόν, “errante, vagabondo”, e sta ad indicare il gruppo eterogeneo di organismi acquatici che galleggiano nella colonna d’acqua, non essendo dotati di capacità di movimento.

È però opportuno specificare che alcuni di questi organismi sono dotati di una modesta capacità natatoria, che li rende in grado di spostarsi verticalmente nella colonna d’acqua anche qualche centinaio di metri al giorno: nonostante ciò, essi rimangono pressoché stazionari per quanto riguarda la posizione orizzontale, la quale è appunto modificata solitamente dalle correnti oceaniche.

Il plancton è quindi distinto dalle categorie di:

  • necton: organismi capaci di nuoto attivo;
  • benthos: organismi che abitano i fondali marini;
  • pleuston: organismi che vivono nell’interfaccia aria-acqua.

Il plancton svolge un ruolo cruciale nella piramide alimentare marina, fornendo nutrimento a svariati tipi di animali, dai pesci ai cetacei.

Raffigurazione di varie specie di plancton

Figura 1 – Raffigurazione di varie specie di plancton.

Plancton come gruppo

Questo raggruppamento ecologico include diversi tipi di organismi, come alghe, protozoi, batteri e archea, animali galleggianti e forme giovanili di organismi che da adulti non sono planctonici (cioè larve di pesci).

Data l’eterogeneità del gruppo, sono possibili molti modi per suddividere il plancton in categorie. Di seguito le più note.

In base alla dimensione: è normale osservare nel plancton organismi di dimensioni molto differenti, come microorganismi, larve, alghe pluricellulari e meduse.

Risulta utile suddividere il plancton in gruppi di dimensione:

  • Megaplancton (più di 20 cm);
  • Macroplancton (dai 2 ai 20 cm);
  • Mesoplancton (da 0.2 a 20 mm);
  • Microplancton (da 20 a 200 µm);
  • Nanoplancton (da 2 a 20 µm);
  • Picoplancton (da 0.2 a 2 µm);
  • Femtoplancton (meno di 0.2 µm)

Le ultime tre categorie rappresentano la parte più significativa per numero e diversità, ma sono state scoperte solo negli anni ’80.

In base a gruppi funzionali:

  • fitoplancton (organismi vegetali);
  • zooplancton (organismi animali);
  • batterioplancton (batteri ed archea);
  • micoplancton (funghi)

In base al ciclo vitale, si distinguono gli organismi in due categorie:

  • oloplancton: organismi che spendono la loro intera esistenza come parte del plancton.
  • meroplancton: organismi che spendono solo parte del loro ciclo vitale come parte del plancton.

Distribuzione e impatti ecologici del plancton

Il plancton è distribuito abbondantemente su tutte le masse d’acqua del globo, sia acqua marina che dolce.

Esso è un buon indicatore ecologico, in quanto la sua composizione e distribuzione dipende largamente da fattori ambientali come: l’abbondanza di nutrienti, le caratteristiche fisico chimiche dell’acqua e la presenza stessa di altro plankton.

Famoso è il “paradosso del plankton”, che illustra come, nonostante vi sia una forte componente di competizione interspecifica per gli stessi nutrienti, il plancton risulta abbondante ed inoltre eterogeneo a livello di specie (in una tipica situazione di competizione, poche specie hanno il sopravvento numerico).

Nella colonna d’acqua, il plancton si distribuisce prevalentemente nelle zone superficiali, più illuminate e che quindi presentano un’elevata attività biosintetica da parte del fitoplancton.

Dove la luce non penetra, il plancton comunque sopravvive: questo è possibile grazie alla sedimentazione di particelle organiche in decomposizione derivanti dagli strati superficiali, la cosiddetta “neve marina”.

Nonostante le acque equatoriali siano riccamente illuminate, esse sono carenti di nutrienti chiave per lo sviluppo del plancton, come fosfati, nitrati e silicati. In queste zone quindi la proliferazione degli organismi avviene - seppur ad un tasso ridotto - a profondità elevate, dove i nutrienti sono più abbondanti.

Inoltre, nonostante alcune aree siano solitamente ricche di nutrienti, il plancton non prolifera (regioni HNLC): questa situazione apparentemente controintuitiva è spiegabile principalmente per una carenza di ferro, fattore limitante; se vi è un aumento di ferro, la crescita ritorna a livelli ottimali e si scatenano fioriture algali.

distribuzione clorofilla

Figura 2 - Distribuzione di clorofilla. Nelle aree verdi-gialle, la concentrazione è più elevata. La distribuzione di clorofilla indica presenza di fitoplancton, dal quale dipende la presenza di zooplancton.

Le forme giovanili di molti pesci, le larve, dipendono esclusivamente dal plancton dopo la transizione da un’alimentazione attraverso sacco vitellino a una esterna.

In questo modo, le fluttuazioni del plancton su breve e lunga scala temporale hanno un impatto critico sull’abbondanza e il tipo di specie che appartengono a livelli trofici più alti.

piramide alimentare pesci

Figura 3 - Schematizzazione della piramide alimentare, mostrante l'importanza del plancton negli ecosistemi marini.

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